La Coldiretti di Forlì-Cesena ha portato la sua voce al centro di Roma, partecipando all’incontro nazionale dei Consiglieri ecclesiastici il 16 gennaio presso Palazzo Rospigliosi. Presenti al confronto, i rappresentanti del mondo agricolo, tra cui don Stefano Vasumini, parroco della parrocchia di San Martino in Villafranca a Forlì. Un momento cruciale per discutere il ruolo dei consiglieri ecclesiastici nel sostenere l’agricoltura e le comunità locali, seguendo il percorso tracciato dalla dottrina sociale della Chiesa.
### Temi scottanti per l’agricoltura
I rappresentanti della Coldiretti non si sono risparmiati nel sollevare questioni fondamentali che affliggono il settore agricolo. I conflitti internazionali, l’impennata dei costi delle materie prime e dell’energia, la salvaguardia del cibo italiano da pratiche sleali e contraffazioni sono solo alcuni dei temi affrontati. L’etichettatura Nutri-Score e le prospettive del cibo sintetico sono stati messi in discussione, con un occhio attento alle implicazioni etiche e sociali che questi temi comportano. Un incontro significativo si è svolto anche con Sara Paraluppi, responsabile dei Servizi e dell’organizzazione della Confederazione Coldiretti, per approfondire ulteriormente le problematiche emerse.
Don Stefano Vasumini ha sottolineato l’importanza di un accompagnamento attento e rispettoso nei confronti del mondo agricolo, evidenziando come il confronto di Roma abbia messo in luce la necessità di una presenza ecclesiastica costante nelle comunità.
### La celebrazione di Sant’Antonio Abate
Il giorno successivo, la Basilica di San Pietro ha ospitato la tradizionale celebrazione eucaristica in onore di Sant’Antonio Abate, con la benedizione degli animali, un’iniziativa resa possibile dalla collaborazione con l’Associazione italiana allevatori. Il presidente di AIA, Roberto Nocentini, ha enfatizzato il ruolo cruciale degli allevatori, definiti custodi del Creato, e ha richiamato alla responsabilità di operare in armonia con la natura, gli animali e le persone.
Durante la celebrazione, è stata riaffermata l’importanza del lavoro agricolo e zootecnico come servizio al bene comune, sostenendo un’economia che non si basi esclusivamente sul profitto, ma che si preoccupi anche dello sviluppo sostenibile e della coesione sociale. L’offertorio, arricchito dai prodotti portati da agricoltori e allevatori, ha testimoniato l’impegno di un settore dedito alla qualità e al benessere animale.
Nell’omelia, il cardinale Mauro Gambetti ha messo in evidenza la figura dell’allevatore come custode del territorio e della dignità animale, esprimendo preoccupazione per le incertezze che caratterizzano il futuro del settore. Le normative sempre più severe e i complessi scenari internazionali pongono sfide significative, e il cardinale ha affidato a Sant’Antonio Abate le speranze delle imprese agricole.
Massimiliano Bernabini, presidente di Coldiretti Forlì-Cesena, ha evidenziato come la partecipazione ai momenti nazionali rafforzi il legame tra Coldiretti, il mondo agricolo e le comunità locali. L’agricoltura deve rimanere un’attività attenta alle persone, al lavoro e alla responsabilità ambientale.
Alessandro Corsini, direttore di Coldiretti Forlì-Cesena, ha concluso ribadendo come eventi di questo tipo siano fondamentali per cogliere le trasformazioni in atto nel settore agricolo e per riaffermare il valore di un’agricoltura capace di garantire cibo di qualità, preservare il territorio e promuovere la coesione sociale.

