Alberto Zattini, direttore di Ascom-Confcommercio, lancia un appello chiaro e deciso dopo che Forlì è stata selezionata tra le prime dieci città in corsa per diventare Capitale italiana della cultura nel 2028. Non basta un traguardo parziale per compiacersi, è necessario un intervento radicale per rivitalizzare il centro città.
Il primo passo verso il riconoscimento culturale è stato compiuto, ma il percorso è ancora lungo e pieno di sfide. Zattini esprime soddisfazione per il risultato ottenuto, ma avverte che il lavoro non si esaurisce qui. Essere tra le dieci città di spicco per le proposte culturali è un riconoscimento significativo, ma non può essere considerato un punto di arrivo. La vera prova si avrà nella selezione finale, dove la città dovrà dimostrare di avere le carte in regola per vincere.
Il successo di questa candidatura è cruciale per un territorio che, secondo Zattini, è stato storicamente sottovalutato e possiede potenzialità enormi ancora inespresse. È evidente che il percorso intrapreso da Fondazione Cassa dei Risparmi e dal Comune di Forlì ha creato una base favorevole, ma è altrettanto chiaro che è necessaria una spinta decisiva per portare a termine l’opera.
Rinnovare il centro storico è imperativo. Zattini non ha peli sulla lingua: “Chi visita una città si forma un’opinione immediata basata sull’aspetto del suo centro.” La piazza Saffi e le aree limitrofe necessitano di un piano d’azione concreto. È tempo di investire, non solo per risanare ma per creare nuove opportunità per le imprese locali e per chi desidera scommettere su Forlì.
La ricetta proposta è semplice: un ciclo virtuoso che coinvolga negozi sempre aperti, mostre, eventi e, soprattutto, un aumento della sicurezza. La situazione attuale non è tollerabile. Zattini evidenzia che ci sono numerosi aspetti da affrontare: degrado urbano, viabilità, pulizia e illuminazione. Ogni singolo problema richiede attenzione e risorse.
Il messaggio è chiaro: investire ora significa raccogliere risultati in futuro. Non si può più procrastinare. La città ha bisogno di una visione strategica, di un piano di sviluppo che non solo valorizzi il patrimonio culturale, ma che risponda anche alle esigenze quotidiane dei cittadini e dei visitatori.
In questo contesto, la richiesta di Confcommercio non è solo un invito, è un’esigenza urgente. La Capitale della cultura 2028 non deve essere un’etichetta vuota, ma un’opportunità concreta per trasformare Forlì in un centro pulsante di attività e innovazione. La responsabilità non è solo delle istituzioni, ma di tutti i cittadini, commercianti e imprenditori che devono unirsi in questo sforzo collettivo.
La storia di Forlì potrebbe finalmente prendere una piega diversa, ma solo se si agirà con determinazione e lungimiranza. L’ora della verità si avvicina e le scelte fatte oggi determineranno il futuro della città. Ignorare questa opportunità sarebbe un errore imperdonabile.

