Alluvione, i 4 milioni di Intesa Sanpaolo: investimenti per la sicurezza fluviale

Alluvione, i 4 milioni di Intesa Sanpaolo: investimenti per la sicurezza fluviale

Un intervento deciso e mirato. La Fondazione Cassa dei Risparmi, insieme a Intesa Sanpaolo, ha avviato un piano di azione per affrontare le conseguenze devastanti delle alluvioni che hanno colpito la Romagna nel 2023 e 2024. Due milioni di euro sono stati già impiegati per rispondere all’emergenza, mentre altri due milioni saranno destinati a opere di prevenzione. Il protocollo firmato tra Regione e Fondazione segna un passo fondamentale nella gestione dei corsi d’acqua, con un focus chiaro sulla sicurezza del territorio.

Prevenzione e sicurezza: il piano d’azione
“Intervenire a monte su alcuni fiumi è un beneficio per tutta la Romagna”, afferma Michele De Pascale, presidente della Regione. La strategia si basa su un principio semplice: proteggere le città, la pianura e la costa richiede un approccio integrato e lungimirante. Il protocollo prevede investimenti mirati, con 600 mila euro per il fiume Montone, altri 600 mila per il Ronco e un’ulteriore somma equivalente per il Savio, tutti concentrati in aree collinari a monte di Forlì e Cesena. I restanti 200 mila euro saranno utilizzati per sistemare i torrenti minori come il Bevano, Rubicone e Pisciatello. Gli interventi non sono solo progettati, ma già in fase esecutiva, come sottolinea Maurizio Gardini, presidente della Fondazione.

Il valore delle sinergie
Paolo Maria Vittorio Grandi, consigliere di amministrazione di Intesa Sanpaolo, evidenzia l’importanza della collaborazione tra istituzioni bancarie e pubbliche. “La sinergia tra fondazione bancaria, banca ed enti pubblici è concreta e tangibile”, afferma. Questo approccio non solo ottimizza l’uso delle risorse, ma crea anche un legame profondo con le comunità locali, fondamentali per interpretare le reali necessità del territorio. In questo contesto, i due milioni già spesi hanno coperto una serie di interventi essenziali, come il supporto ai centri estivi per i bambini colpiti dalle alluvioni a Forlì, e la riattivazione di servizi vitali come quelli offerti dalla Diocesi di Forlì-Bertinoro.

Un futuro da costruire
La ricostruzione entra ora in una fase cruciale. Michele De Pascale fa il punto sulla situazione: “Dei 3,2 miliardi disponibili, 2,7 sono già stati assegnati”. La vera sfida consiste nel garantire che il miliardo di euro stanziato dal Governo per opere di prevenzione venga effettivamente utilizzato per la sicurezza del territorio. “La Regione ha deciso di anticipare l’utilizzo delle risorse”, chiarisce De Pascale, sottolineando l’urgenza di agire prontamente.

Fabrizio Curcio, commissario straordinario, parla di un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato. Tuttavia, il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, porta alla luce una questione fondamentale: “Decine di migliaia di persone non dormono più sonni tranquilli dopo gli eventi alluvionali”. La sfida non è solo infrastrutturale, ma anche psicologica. La creazione di un senso di sicurezza è cruciale per il futuro della Romagna.

La strada è tracciata e le risorse sono in campo. La Romagna non può permettersi di abbassare la guardia. Il tempo delle parole è finito. È il momento di agire con determinazione.

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