La Cisl Romagna lancia un grido d’allerta sulla sicurezza in ambito lavorativo. Il territorio romagnolo è afflitto da un rischio infortuni che non accenna a diminuire, anzi, si amplifica anche per quanto riguarda gli infortuni in itinere. Un fenomeno preoccupante che richiede un’analisi approfondita e azioni decisive.
Nel 2025, Forlì-Cesena ha registrato un totale di 7.236 denunce di infortunio, segnando un incremento del 6,07% rispetto ai 6.822 casi del 2024. I dati parlano chiaro: 489 infortuni nel settore agricolo (+2,09%), 5.606 nell’industria e nei servizi (+4,59%), 1.141 tra i lavoratori statali (+16,07%), 946 infortuni in itinere (+3,39%) e ben 17 casi mortali, con un inquietante aumento del 112,5%. La Cisl sottolinea che, sebbene la Romagna si allinei con l’andamento dell’Emilia-Romagna (+1,25%), i segnali di criticità emergono chiaramente, soprattutto per quanto riguarda gli infortuni in itinere e i decessi, che in alcune province superano la media regionale. È evidente che il tempo delle parole è finito; è necessario un intervento mirato e concreto per affrontare questa emergenza.
L’analisi dei dati sulle denunce di infortunio nelle province romagnole rivela una realtà allarmante. Nonostante alcune flessioni negli anni passati, il rischio rimane significativo. Francesco Marinelli, Segretario Generale della Cisl Romagna, afferma senza mezzi termini che i numeri elevati non sono un fenomeno temporaneo, ma indicano un problema strutturale che esige una risposta decisiva da parte di istituzioni, aziende e lavoratori. La salute e la vita non possono essere sacrificate sull’altare della produttività. È fondamentale diffondere una cultura della sicurezza, trasformando la prevenzione da un mero adempimento burocratico a una pratica quotidiana e condivisa.
In risposta a questa situazione critica, le organizzazioni sindacali, in collaborazione con le istituzioni e le associazioni datoriali, hanno redatto protocolli territoriali per rafforzare le azioni di controllo e prevenzione. Tali protocolli prevedono monitoraggi costanti dei luoghi di lavoro, interventi formativi, linee guida per la gestione dei rischi nei cantieri e negli uffici, e strumenti per la segnalazione rapida di situazioni potenzialmente pericolose. Tuttavia, è inaccettabile che questi protocolli rimangano solo sulla carta. Devono essere integrati nella quotidianità per garantire la sicurezza di tutti i lavoratori.
Parallelamente, è stato avviato un progetto educativo nelle scuole di tutte le province, con l’obiettivo di far crescere nei giovani una consapevolezza sulla sicurezza. Questo progetto include lezioni teoriche e confronti con esperti, affinché gli studenti comprendano l’importanza della prevenzione e della responsabilità collettiva. È imperativo che la cultura della sicurezza diventi parte integrante del percorso formativo delle future generazioni di lavoratori e imprenditori.
L’impegno della Cisl non si limita ai protocolli o alle lezioni in aula. Si punta a creare una rete permanente di formazione, informazione e controllo, coinvolgendo lavoratori, studenti, istituzioni e aziende. Solo un approccio integrato, che unisca responsabilità datoriali, strumenti concreti di tutela e una cultura diffusa della sicurezza, potrà contribuire a ridurre il rischio di infortuni e proteggere le vite di chi lavora e si muove quotidianamente nelle province romagnole. In questa battaglia, l’inerzia non è un’opzione.

