Rinascita e Riabilitazione: Il Cuore della Medicina a Forlì

Rinascita e Riabilitazione: Il Cuore della Medicina a Forlì

L’INTERVISTA – Con Cristina Neri, direttrice facente funzione dell’Unità operativa di Medicina Riabilitativa di Forlì dell’Ausl Romagna, esploriamo il ruolo cruciale della fisioterapia ospedaliera, l’organizzazione dei percorsi riabilitativi e le sfide che attendono il settore.

### Fisioterapia: Un Pilastro Invisibile

All’interno dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, la fisioterapia non è solo un accessorio di cura, ma un elemento essenziale nella ripresa dell’autonomia e della qualità di vita dei pazienti. La riabilitazione neurologica, ortopedica, post-chirurgica e la presa in carico delle patologie croniche si intrecciano in un lavoro multidisciplinare che accompagna il paziente in ogni fase della malattia, dal ricovero al rientro a casa. La dottoressa Cristina Neri, alla guida dell’Unità operativa, chiarisce il valore della fisioterapia in questo contesto: “Ci occupiamo di pazienti con disabilità temporanee o permanenti dovute a malattie acute, croniche o traumi. La riabilitazione è fondamentale per il recupero delle abilità compromesse e per prevenire complicanze, mirando a riportare il paziente al massimo livello di autonomia possibile”.

### Un Team Multiprofessionale

L’Unità operativa di Medicina Riabilitativa vanta un team numeroso e variegato. Otto dirigenti medici fisiatri, quattro medici specialisti, infermieri, fisioterapisti, neuropsicologi e logopedisti collaborano in un’armonia progettuale. “La nostra equipe è strutturata per garantire un approccio integrato, fondato su diagnosi e progetti riabilitativi individuali”, afferma la Neri. La complessità dei casi trattati richiede una sinergia totale: “Abbiamo pazienti con esiti di cerebrolesione, ictus, mielolesione e patologie oncologiche, tra gli altri. Ogni caso è unico e richiede un piano mirato”.

### Evoluzione delle Patologie e Approccio Individuale

Negli ultimi anni, un incremento delle patologie neuromuscolari e degenerative ha segnato un cambiamento significativo nell’approccio riabilitativo. “Il miglioramento diagnostico e terapeutico ha portato a un aumento di pazienti con malattie come la sclerosi laterale amiotrofica e la sclerosi multipla. Questo ci impone di adattare continuamente i nostri protocolli e strategie”, spiega Neri. La valutazione iniziale di ogni paziente si basa su un’analisi approfondita, che include non solo la storia clinica, ma anche aspetti sociali e ambientali, per definire un progetto riabilitativo personalizzato.

### La Sfida della Continuità Assistenziale

La fisioterapia ospedaliera si distingue per la sua intensità e complessità. “La degenza è dedicata a pazienti in fase post-acuta, con menomazioni gravi ma modificabili. L’ambulatorio, invece, si occupa di casi meno complessi”, chiarisce la Neri. La riabilitazione domiciliare emerge come un’importante estensione del percorso di cura, garantendo supporto a chi non può accedere facilmente all’ospedale. “La necessità di un intervento precoce è cruciale per il recupero delle abilità”, afferma la direttrice dell’Unità.

### Innovazione e Collaborazione Interdisciplinare

La pandemia ha messo in luce l’importanza della riabilitazione respiratoria e ha spinto il team a rivedere le proprie pratiche. “Durante il Covid-19, abbiamo dovuto adottare un approccio riabilitativo precoce, sia per la respirazione che per il movimento, per minimizzare le complicanze e facilitare il recupero funzionale”, racconta Neri. La collaborazione con specialisti di altre discipline è fondamentale. Infermieri, logopedisti e assistenti sociali lavorano a stretto contatto per garantire una presa in carico globale del paziente.

### Prospettive Future per la Riabilitazione

La sfida principale per la riabilitazione pubblica a Forlì e nel Servizio Sanitario Nazionale è l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche. “Dobbiamo essere pronti ad affrontare le nuove esigenze e a sfruttare le opportunità offerte dalla digitalizzazione e dall’innovazione tecnologica”, conclude Neri. L’obiettivo è non solo quello di garantire cure di qualità, ma anche di umanizzare il processo riabilitativo, affinché ogni paziente possa trovare il proprio cammino verso la rinascita.

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