Il Morgagni sfida la violenza: il gioco come strumento di consapevolezza di genere

Il Morgagni sfida la violenza: il gioco come strumento di consapevolezza di genere

Le classi 3°AU e 3°CU del liceo Morgagni di Forlì hanno intrapreso un percorso formativo che va oltre la semplice teoria. Sotto la guida delle esperte Antonella Guarino e Irene Barbieri dell’Associazione Lyr, gli studenti hanno partecipato a tre incontri di role playing, un’iniziativa del progetto nazionale Differenze 2.0. Questo programma, promosso dall’Uisp e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si propone di affrontare le tematiche della parità di genere e della violenza maschile sulle donne in modo innovativo e incisivo.

L’approccio scelto dal Comitato Uisp Forlì Cesena si distingue per l’uso del gioco di ruolo come strumento educativo. Attraverso situazioni narrative che richiedevano l’interpretazione di personaggi e il confronto diretto, i partecipanti hanno esplorato la complessità delle relazioni umane, sviluppando competenze chiave come empatia, ascolto attivo e gestione dei conflitti. Il focus non si è limitato alla violenza fisica; sono state analizzate anche forme di violenza psicologica e digitale, con particolare attenzione al sessismo quotidiano, al linguaggio d’odio e al cyberbullismo. “Differenze 2.0” non si limita a informare, ma interviene con azioni concrete.

L’organizzazione degli incontri ha previsto l’uso di materiali visivi, cartelloni e attività interattive, alternando momenti di simulazione a spazi di discussione collettiva. Le docenti Elena Galeazzi e Monia Valentini hanno sottolineato come questo approccio abbia creato un’atmosfera non giudicante, permettendo anche a chi di solito rimane in disparte di esprimere le proprie opinioni. È un segnale forte e chiaro: il dialogo è essenziale per costruire una comunità scolastica più inclusiva.

Le testimonianze degli studenti sono eloquenti. Martina, della 3°AU, ha sottolineato come il progetto abbia aperto gli occhi su realtà spesso ignorate. La classe ha trovato il coraggio di confrontarsi, di ascoltarsi “sul serio”, in un contesto che solitamente vede pochi spazi per una comunicazione autentica. Dalla 3°CU, alcuni ragazzi hanno evidenziato un cambiamento profondo: “Ci sta aiutando a essere più consapevoli su problematiche che ci riguardano da vicino”. È evidente che la scuola diventa un terreno fertile per la prevenzione, prima che si verifichino episodi di violenza o discriminazione.

Le riflessioni non si sono limitate a constatazioni superficiali. Alcuni studenti hanno acquisito “nuova consapevolezza e nuovi punti di vista”, mentre altri hanno suggerito che “forse conviene prevenire sensibilizzando”. Un’affermazione incisiva che invita a ripensare ciò che molti considerano normalità, ma che non è garantito a tutti. Significativa è la testimonianza di una studentessa che ha trovato un senso di libertà nell’esprimersi, un chiaro riconoscimento dell’importanza del diritto alla parola e all’ascolto nella costruzione di relazioni più eque.

Non sono mancate le critiche. Alcuni hanno sottolineato l’esigenza di affrontare queste tematiche in contesti dove la necessità è più evidente, richiamando la responsabilità di estendere la prevenzione a realtà più resistenti al cambiamento. È un monito che non può essere trascurato.

In sintesi, gli incontri al Morgagni hanno rappresentato molto più di un semplice modulo formativo. Si inseriscono in un progetto nazionale ambizioso, volto a costruire una cultura del rispetto e della consapevolezza linguistica, coinvolgendo attivamente le nuove generazioni nella lotta contro la violenza maschile. Un passo necessario, un’azione urgente.

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