Un intervento della Polizia Locale di Forlì ha rivelato una situazione allarmante nel centro storico della città. Martedì mattina, intorno alle 5, gli agenti hanno fatto irruzione in un appartamento di corso Mazzini, scoprendo al suo interno 13 cittadini stranieri. Tutti regolarmente presenti sul territorio italiano, ma le condizioni in cui vivevano erano inaccettabili.
Immigrati stipati in condizioni disumane
La scoperta di ulteriori materassi accatastati suggerisce che il numero di persone presenti in quel momento potesse essere anche maggiore. Gli individui rinvenuti sono 11 originari del Bangladesh e 2 del Gambia. L’appartamento, al momento dell’ispezione, si presentava in uno stato igienico precario, con due bagni e una cucina in condizioni deplorevoli, dove sono stati rinvenuti alimenti scaduti, blatte e utensili da cucina inaccettabili.
Le testimonianze raccolte dagli agenti delle unità ‘Centro storico’ e ‘Antidegrado’, guidati dai funzionari Fabbri e Gramellini, hanno svelato che queste persone versano in una situazione di sfruttamento. Ognuno di loro paga tra i 200 e i 250 euro “in nero” per un posto letto. Il contratto di affitto ufficiale è intestato a un altro cittadino del Bangladesh, titolare di un’attività artigianale, che impiega la maggior parte di queste persone, ma non tutte. Il proprietario dell’immobile è un italiano.
Sanzioni e responsabilità legali
Le conseguenze per il proprietario dell’immobile e per l’affittuario non si sono fatte attendere. La Polizia Locale ha inflitto una multa di 13.000 euro, mille euro per ogni straniero non dichiarato. Si tratta di una violazione della “dichiarazione di ospitalità”, un obbligo legale che impone ai proprietari o affittuari di comunicare entro 48 ore la presenza di stranieri nella loro abitazione. La sanzione è stata emessa nei confronti dell’affittuario, ma il proprietario italiano è chiamato a rispondere in solido per il pagamento della multa.
I registri anagrafici segnalano la presenza di altre due persone come residenti nell’abitazione, ma la loro dimora non è stata confermata. A seguito di questa operazione, la Polizia Locale ha richiesto la cancellazione di queste persone dai registri anagrafici e ha inviato una diffida all’affittuario e al proprietario per porre fine a condizioni di sovraffollamento e ripristinare i requisiti minimi di igiene.
Interventi e verifiche in corso
Non si fermano qui le misure adottate dalle autorità. La Polizia Locale ha richiesto all’Igiene pubblica dell’Ausl di esaminare le condizioni di abitabilità dell’immobile, mentre gli atti sono stati trasmessi alla Guardia di Finanza per ulteriori accertamenti riguardanti l’affitto in nero e possibili evasione fiscale. La situazione emersa non è solo una questione di ordine pubblico, ma solleva interrogativi più ampi sulla gestione dell’immigrazione e sul rispetto dei diritti dei lavoratori.
Il fenomeno dello sfruttamento degli immigrati è sotto gli occhi di tutti. L’operazione della Polizia Locale di Forlì non è un caso isolato, ma un segnale di un problema sistemico che richiede attenzione e interventi mirati da parte delle istituzioni.

