La Flc Cgil non si fida delle rassicurazioni. Nonostante le dichiarazioni ufficiali, il sindacato esige garanzie solide per tutelare le scuole, gli insegnanti e gli studenti coinvolti nelle recenti fusioni tra istituti. La situazione è tesa e le incertezze regnano sovrane.
Nessuna chiusura di plessi e nessuna riduzione dell’organico docente: queste le affermazioni di Giuseppe Foti, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per Forlì-Cesena. Durante la commissione comunale di giovedì, Foti ha fornito dettagli sull’operazione di dimensionamento scolastico avviata dal governo, che prevede la riduzione delle autonomie scolastiche in Emilia-Romagna da 533 a 513 nel triennio 2024-2027. Un calo contenuto, ma sufficiente a sollevare interrogativi. La provincia di Forlì-Cesena passerà da 55 a 53 autonomie, con operazioni già avviate, come la fusione dell’Istituto comprensivo Valle del Bidente e dei circoli didattici di Cesenatico. La prospettiva è quella di un’ulteriore riduzione a 52 autonomie.
Foti ha indicato tre opzioni per il futuro della rete scolastica cesenate. Le prime due, entrambe complesse e impattanti, sono state scartate. Così, si è optato per l’accorpamento degli Istituti comprensivi più piccoli della città, il 9 “Beatrice Portinari” e il 4 “Annalena Tonelli”. Questa scelta, secondo Foti, garantirà un “basso impatto”, senza smembramenti di scuole o chiusure di plessi. Ma i dubbi rimangono, soprattutto tra i genitori e i docenti preoccupati per il futuro.
Foti ha rassicurato che le modifiche non influenzeranno l’organico degli insegnanti, la cui assegnazione sarà stabilita in base alle classi e non si prevede alcuna riduzione. Tuttavia, la questione del personale Ata resta in sospeso. Senza un decreto specifico sui criteri e le dotazioni, la situazione è incerta. L’ultimo decreto sul Pnrr prevede risorse aggiuntive per il personale Ata, ma Foti teme che le province commissariate possano subire penalizzazioni.
La nuova struttura avrà un dirigente dedicato e sarà istituito un nuovo consiglio didattico per stabilire le priorità in modo partecipato, valorizzando progetti già attivi. Negli ultimi anni, la popolazione scolastica ha subito un calo di 350 alunni, e le alluvioni hanno causato ulteriori spostamenti interni, complicando le iscrizioni. La necessità di un dialogo con tutte le parti interessate è stata sottolineata da Foti, che ha esortato a valutare eventuali aggiustamenti.
Alexander Fiorentini della Flc Cgil Forlì-Cesena ha criticato la giunta comunale, affermando che non si è mai opposta al processo di dimensionamento. Le poche risposte ricevute dal sindacato non sono state soddisfacenti, e Fiorentini chiede garanzie concrete per la protezione delle scuole, degli insegnanti e degli studenti. Il termine “basso impatto” usato durante la commissione non riflette la realtà dell’istituto comprensivo 9, già provato nel 2023/2024. La mobilitazione della comunità educante e delle famiglie ha permesso di superare momenti difficili, ma il sindacalista avverte che questa riorganizzazione non è che l’inizio di una serie di cambiamenti inarrestabili.
Il rischio è quello di cancellare le specificità delle aree in cui operano gli istituti coinvolti, che presentano caratteristiche profondamente diverse. La Flc Cgil continuerà a lottare affinché l’accorpamento non diventi un mezzo per silenziare le voci della comunità educante e delle famiglie delle zone periferiche di Forlì. Il sindacato chiede alle istituzioni e alla società civile di non lasciare sole le persone colpite dai cambiamenti imposti dal dimensionamento scolastico.
In questo quadro, la tensione rimane palpabile e le preoccupazioni crescono. L’educazione dei nostri figli non può essere sacrificata sull’altare di una riorganizzazione che si promette indolore, ma che nasconde insidie.

