Csa in Rivolta: Escluso da Incontro Fondamentale con l’Asp del Forlivese

Csa in Rivolta: Escluso da Incontro Fondamentale con l’Asp del Forlivese

Il sindacato autonomo Csa lancia un duro attacco al Consiglio di amministrazione dell’Asp del Forlivese. Federico Coratella, coordinatore regionale del Csa, richiede chiarimenti in merito a un incontro cruciale tenutosi il 25 febbraio, al quale il sindacato non ha potuto partecipare a causa di una palese esclusione.

L’incontro, secondo quanto denunciato dal Csa, si è svolto presso la sede di un’organizzazione sindacale, ma senza alcun invito formale per la rappresentanza del Csa. Flora Angelini, coordinatrice provinciale, ha deciso di presenziare all’assemblea convinta che l’assenza di convocazione fosse il frutto di una svista. Una volta giunta sul posto, ha però ricevuto l’amara notizia: la riunione era riservata esclusivamente ai sindacati confederali.

Angelini ha chiesto delucidazioni, notando la presenza di colleghi che, secondo le informazioni ricevute, partecipavano come delegati di sindacati confederali. Non le è stata riconosciuta nemmeno la possibilità di partecipare in rappresentanza di Cisal, con la contestazione della sua appartenenza confederale. “Mi è stato detto chiaramente che l’incontro era riservato ai sindacati confederali. Ho chiesto spiegazioni, ma mi hanno ribadito l’esclusione”, ha affermato Angelini.

L’attacco del Csa non si limita all’esclusione dall’incontro. Coratella esprime profonda perplessità riguardo al comportamente del Consiglio di amministrazione, sottolineando che il Csa è il secondo sindacato all’interno dell’Asp, con una differenza di voti minima rispetto al primo. Solo all’inizio dell’anno, il sindacato aveva richiesto la creazione di tavoli separati per la contrattazione decentrata, ma le richieste sono state ignorate.

Le domande rimangono senza risposta. “Qual è l’urgenza di nominare un nuovo direttore dopo quindici anni in cui l’ente ha potuto fare a meno di questa figura?” chiede Angelini. Le risorse destinate a questa nuova nomina potrebbero forse essere investite in assunzioni di operatori socio-sanitari, da tempo sotto organico, o in personale infermieristico per coprire i turni notturni. La preoccupazione per l’organizzazione interna dell’ente è palpabile. Il sindacato si interroga sulle prospettive future: ci saranno interventi sulle ore di assistenza? Quale sarà il reale mandato del nuovo direttore?

Le affermazioni di Angelini lasciano trasparire una forte sfiducia nel processo decisionale del Consiglio. “Vogliamo capire se le nostre osservazioni siano state alla base dell’esclusione dal confronto”, conclude la coordinatrice provinciale. Una situazione che mette in luce non solo la mancanza di dialogo, ma anche l’assenza di rispetto nei confronti di una delle principali rappresentanze sindacali dell’Asp del Forlivese.

In un contesto lavorativo già teso, queste dinamiche di esclusione e mancanza di trasparenza rappresentano un campanello d’allarme. La comunità dei lavoratori merita risposte chiare e un confronto aperto e costruttivo, non l’oscurantismo e l’esclusione. Un sindacato che viene lasciato fuori dai tavoli decisionali non può che suscitare indignazione e preoccupazione per il futuro della rappresentanza e dei diritti dei lavoratori.

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