Il 10 marzo, Palazzo Talenti-Framonti a Forlì sarà teatro di un incontro cruciale per il futuro delle scienze della vita. L’Irst “Dino Amadori”, in collaborazione con il Centro Donna del Comune e le associazioni “She is a scientist” e Minerva, presenta il convegno “Il dna dell’Innovazione: la firma femminile nelle Scienze della vita”. L’evento, patrocinato dall’Amministrazione comunale, si inserisce nel calendario delle celebrazioni per la Giornata internazionale della donna, ma non si limiterà a una mera celebrazione.
Due tavole rotonde daranno vita a un dibattito acceso e necessario. La prima si concentrerà sulla prospettiva di genere nell’innovazione. Moderata da Giuliana Villari dell’Irst, questa sessione vedrà la partecipazione di nomi di spicco come Beatrice Valentini, Sonia Alvisi e Barbara De Micheli. La questione non è solo quella di garantire pari opportunità; si tratta di mettere a fuoco strumenti normativi e buone pratiche che possano realmente trasformare il panorama lavorativo. Non più parole vuote, ma azioni concrete per affrontare le disparità che ancora persistono.
La seconda tavola rotonda porterà il pubblico nel cuore della ricerca scientifica e tecnologica. Moderata da Nicole Ticchi, coinvolgerà esperti come Mariachiara Tirinzoni e Valentina Benfenati, pronti a discutere temi attuali come l’etica delle tecnologie e l’intelligenza artificiale applicata ai dati sanitari. “She is a scientist” non si limita a promuovere la scienza, ma lavora per ribaltare la narrativa, integrando una visione di equità che può cambiare drammaticamente il modo in cui vengono formulate le domande e interpretati i dati. L’inclusione della prospettiva di genere non è un’opzione, ma una necessità per elevare la qualità della ricerca.
Un intervento significativo sarà quello di Valentina Bugani, che presenterà i percorsi formativi attivi in Istituto, necessari per diffondere una cultura dell’inclusione e delle competenze trasversali. L’obiettivo è chiaro: formare professionisti capaci di affrontare le sfide attuali con una mentalità aperta e inclusiva. Questo approccio è essenziale per garantire che le donne non siano solo partecipanti, ma protagoniste attive nel mondo scientifico.
In chiusura, Martina Cavallucci di Minerva guiderà un laboratorio esperienziale di role play. Attraverso attività pratiche, i partecipanti esploreranno come bias, aspettative sociali e dinamiche di potere influenzino i percorsi di carriera femminili. La simulazione non è un esercizio di stile, ma un modo per evidenziare in modo tangibile le difficoltà che molte donne affrontano nel campo scientifico e imprenditoriale.
L’assessora Andrea Cintorino sottolinea che l’incontro ha l’obiettivo di affrontare in modo diretto il tema della presenza femminile nelle scienze della vita. Non si tratta solo di un’opportunità di crescita professionale, ma di una sfida per superare gli squilibri e le barriere attualmente esistenti. Per l’Amministrazione comunale, le pari opportunità sono un motore di sviluppo, non un tema marginale. Valorizzare i talenti femminili significa rafforzare la ricerca e rendere il territorio più competitivo.
Vittoria Bruschi, dell’Ufficio ricerca Irst, chiarisce che l’evento non sarà un momento celebrativo, ma un confronto operativo tra professionisti e istituzioni. In un contesto dove l’innovazione nelle scienze della vita è cruciale, è fondamentale includere la prospettiva di genere. Comprendere il contesto della ricerca significa afferrare il suo impatto reale sulla società.
L’evento si preannuncia come un’importante occasione di riflessione e azione. Forlì non si fermerà a celebrare; punterà a costruire un futuro in cui le donne siano parte integrante del panorama scientifico.

