L’azione della Magistratura in merito alle condizioni di lavoro dei rider non è solo un passo necessario, ma un segnale chiaro che evidenzia l’urgenza della situazione. Maria Giorgini, segretaria generale della Cgil Forlì-Cesena, sottolinea l’importanza di un potere giudiziario autonomo e indipendente.
Un quadro inquietante emerge dalle recenti indagini condotte da Nidil Cgil Forlì-Cesena, che rivelano una realtà di sfruttamento sistematico nel settore della consegna a domicilio. Le pratiche di lavoro a cottimo e l’abuso del contratto di lavoro autonomo non sono solo problematiche isolate, ma rappresentano un sistema ben consolidato. I dati parlano chiaro: le retribuzioni di molti rider si attestano ben al di sotto della soglia di povertà, mentre le norme di sicurezza e salute sono frequentemente ignorate.
“Le condizioni di lavoro dei rider sono un’emergenza che colpisce anche il nostro territorio”, afferma Andrea Merendi, segretario generale di Nidil Cgil Forlì-Cesena. Le aziende come Glovo e Deliveroo, attive nella nostra provincia, non solo mancano di garantire salari dignitosi, ma si rendono protagoniste di un vero e proprio sfruttamento. Le indagini della Procura di Milano su Glovo-Foodinho rivelano che le retribuzioni possono arrivare fino al 76,95% sotto la soglia di povertà, con un’81,62% inferiori ai contratti collettivi di settore. Un quadro che non sorprende chi, come il sindacato, ha più volte lanciato l’allerta su questa situazione.
La situazione si aggrava ulteriormente con il riferimento a Deliveroo, dove si stima che il numero di rider in condizioni di sfruttamento possa raggiungere le 20.000 unità. “L’impegno della Magistratura nel perseguire lo sfruttamento dei rider, denunciato da lavoratori, sindacati e società civile, dimostra l’importanza di un potere giudiziario autonomo”, prosegue Giorgini. La sua indipendenza è vitale per proteggere i lavoratori più vulnerabili da abusi perpetrati da grandi aziende e interessi economici, in un contesto già segnato da episodi di corruzione e malaffare, come dimostrano le inchieste Aemilia e Radici.
L’intervento della Procura di Milano, che prevede un controllo giudiziario su Glovo e Deliveroo, mette in luce un sistema di caporalato che è stato ampiamente denunciato dai sindacati. Merendi conclude con fermezza: “Le risultanze dell’indagine ci impongono di intensificare la nostra mobilitazione sul territorio. È fondamentale che i rider conoscano i loro diritti, spesso occultati da chi li sfrutta utilizzando pratiche di caporalato”.
La situazione è grave e le conseguenze del silenzio su questo fenomeno possono essere devastanti. La lotta per la dignità lavorativa e per la giustizia sociale è più attuale che mai. La difesa dei diritti dei lavoratori non può essere rimandata.

