Francesco Costantini, giovane laureato di Modena, ha conquistato la prima edizione del Premio di laurea don Dario Ciani, un riconoscimento che valorizza l’impegno verso l’inclusione sociale e il lavoro. La sua tesi, intitolata “Innovazione sociale, valorizzazione delle fragilità umane tramite processi lavorativi sostenibili”, rappresenta un punto di riferimento per l’anno accademico 2022/2023, in cui ha conseguito la laurea magistrale in Management dell’Economia sociale. La cerimonia di premiazione, svoltasi lunedì presso l’Aula Gino Mattarelli di Forlì, ha visto la partecipazione di figure significative del panorama sociale e accademico.
Un evento che ha radici profonde
L’incontro ha visto la presenza di Alberto Bravi, presidente dell’associazione Amici di don Dario, che ha esposto le motivazioni alla base della creazione del premio. Fabrizio Ponti, vice-presidente del Campus Universitario di Forlì, ha sottolineato l’importanza del modello di sacerdoti attivi come don Dario Ciani, mentre il vescovo Livio Corazza ha elogiato l’impegno degli Amici di don Dario nel mantenere viva l’eredità di un sacerdote che ha lasciato un segno indelebile. Angelica Sansavini, assessora al welfare del Comune di Forlì, ha condiviso ricordi di esperienze di solidarietà vissute al fianco di don Dario, mentre Stefano Versari, presidente di Serinar, ha ribadito il potere del lavoro come veicolo di cultura inclusiva, in linea con le idee del sacerdote.
Il legame tra formazione e economia sociale
Durante l’evento, il professor Giulio Ecchia, del Dipartimento di Scienze economiche dell’Università di Bologna, ha messo in luce la connessione tra la formazione universitaria e l’economia sociale, evidenziando il ruolo pionieristico di Forlì nella cooperazione sociale. L’Ateneo ha saputo evolvere e adattarsi alle esigenze del settore non profit, una qualità che si riflette nella preparazione dei laureati come Costantini, pronti a contribuire a un cambiamento reale e necessario.
Franco Marzocchi, fondatore del Consorzio di Solidarietà sociale di Forlì, ha richiamato i principi fondamentali che hanno guidato don Dario: accoglienza e lavoro. Questi valori, radicati nell’esperienza di Nomadelfia, sono così attuali, soprattutto in un contesto sociale che ha subito trasformazioni significative. Il vento del ‘68 e il Concilio Vaticano II hanno segnato tappe cruciali per un’apertura della Chiesa ai modelli comunitari contemporanei.
Una tesi che sfida le convenzioni
Francesco Costantini ha presentato la sua tesi, evidenziando i fenomeni migratori e le false paure che circolano nell’opinione pubblica. Ha messo in discussione la politica di accoglienza del nostro Paese, rivelando che, nella maggioranza dei casi, ai migranti non vengono offerte le giuste opportunità per un reale inserimento professionale e umano. La sua analisi non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche: il quadro attuale è preoccupante e richiede un intervento deciso.
Costantini propone una sinergia tra cooperazione sociale e imprese sociali, un collegamento cruciale per garantire un’accoglienza dignitosa e un inserimento lavorativo efficace. Le sue conclusioni si pongono come un appello all’azione, un’invocazione a costruire un futuro in cui il lavoro diventi il perno di una cultura inclusiva e innovativa.
La qualità dell’analisi di Costantini e le sue proposte innovative sono state riconosciute da Davide Drei, ex sindaco di Forlì e membro della commissione giudicatrice del premio. La scelta di Costantini come vincitore non è stata casuale, ma il risultato di un’analisi approfondita e di un impegno tangibile verso un cambiamento reale. Un premio che segna un passo importante, non solo per il vincitore, ma per tutta la comunità che si riconosce nei valori di accoglienza e inclusione.

