Forlì omaggia i pionieri del ’46: il giorno in cui il voto divenne un diritto per tutti

Forlì omaggia i pionieri del ’46: il giorno in cui il voto divenne un diritto per tutti

Un’aula imponente, un silenzio carico di significato, e un applauso che sembrava non voler finire mai. Così Forlì ha commemorato l’ottantesimo anniversario di un evento epocale che ha segnato la storia d’Italia, il giorno in cui il voto è divenuto un diritto universale.

Rina Maltoni, quasi 102 anni, con voce tremante ma decisa, ha riportato il Consiglio comunale a quel 31 marzo 1946. In quella data storica, le donne italiane si sono recate alle urne per la prima volta. Accanto a lei, Edel Casadei, 101 anni, ha condiviso il ricordo di quel giorno come un’uscita da un incubo. “Eravamo giovani e ignari di cosa ci attendeva, ma quel giorno fu una rivelazione. Venivamo dai rifugi, dalla guerra e da esperienze terribili. Andare a votare rappresentava l’inizio di un’era mai vista prima”.

Il professor Dino Mengozzi ha aperto la cerimonia presentando un volume che raccoglie i nomi di tutti gli amministratori dal dopoguerra a oggi, un’opera che ha definito “la spina dorsale della città”. Rina ed Edel, con quel primo segno sulla scheda, hanno contribuito a scrivere la storia collettiva. L’inno d’Italia, intonato dal soprano Federica Venturi con il supporto di giovani musiciste del liceo Canova, ha fatto risuonare l’orgoglio di un’intera comunità.

Il sindaco Gian Luca Zattini ha manifestato un profondo senso di gratitudine, sottolineando il coraggio di coloro che ottant’anni fa hanno sognato un’Italia diversa. “Se oggi possiamo sederci qui liberamente, lo dobbiamo a voi”, ha affermato il sindaco, aggiungendo una riflessione sul ruolo delle donne nei posti di comando: “Probabilmente, se ci fossero più donne ai vertici, il mondo sarebbe meno violento”.

L’assessora alle Pari opportunità, Andrea Cintorino, ha evidenziato il valore umano e civile di questa celebrazione. “Il ’46 non è solo una data storica, ma una conquista che ha trasformato il Paese, portando le donne nella sfera pubblica. Quelle donne che, ottant’anni fa, si sono presentate alle urne con dignità, ci hanno lasciato il compito di costruire una società più giusta, dove le opportunità siano realmente condivise. Oggi è fondamentale rinnovare l’impegno affinché la voce femminile diventi sempre più centrale nelle istituzioni”.

Elisa Massa, vicepresidente del Consiglio, ha richiamato alla memoria le “madri fondatrici” della politica forlivese, ricordando le prime donne a sedere in aula, Iolanda Baldassari e Liliana Vasumini, esempi di diversità unite nel comune obiettivo di ricostruire la città dalle macerie.

Il dibattito ha visto la partecipazione di rappresentanti di tutti i gruppi politici, ognuno portando un contributo di riflessione. Così, Forlì ha celebrato un momento cruciale della sua storia, un momento in cui il diritto di voto ha aperto le porte a una nuova era, un’era di diritti e pari opportunità.

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