Bilancio comunale: 1,2 milioni per la nuova scuola Maroncelli, ma i conti non tornano

Bilancio comunale: 1,2 milioni per la nuova scuola Maroncelli, ma i conti non tornano

Giovedì pomeriggio, in commissione consiliare, l’assessore Vittorio Cicognani ha presentato una variazione di bilancio da oltre 2,3 milioni di euro. Un intervento che solleva interrogativi sulla gestione economica del Comune. Il provvedimento, valido per l’annualità 2026, ammonta precisamente a 2.352.706 euro, suddivisi in 2.122.030 euro in conto capitale e 230.675 euro per la parte corrente. La domanda sorge spontanea: è sufficiente per affrontare le sfide future?

Investimenti e priorità discutibili

La parte più consistente del bilancio è dedicata agli investimenti. Tra i progetti finanziati, emergono ulteriori fondi per il collegamento veloce Forlì-Cesena, con un incremento di 117.406 euro. I lavori per la manutenzione straordinaria delle infrastrutture stradali ricevono 141.975 euro, mentre il nuovo auditorium Conad Città di Forlì si aggiudica 102.153 euro. Non mancano i fondi per il ciclodromo di via Mazzatinti, che ottiene 157.136 euro, e per il restauro di Palazzo Albertini, con 95.584 euro.

Cicognani sottolinea che si tratta di risorse richieste al Ministero delle infrastrutture per la revisione dei prezzi delle opere in corso. Il Comune, quindi, trasferirà queste somme alle imprese impegnate nei cantieri. Ma è chiaro che il cittadino si chiede se queste priorità siano realmente in linea con le necessità della comunità.

Un mutuo che pesa

Un aspetto non trascurabile è l’approvazione di un finanziamento tramite mutuo da 1,2 milioni di euro per completare i lavori e avviare l’attività didattica della nuova scuola “Piero Maroncelli”. Qui emerge un paradosso: come si può garantire la sostenibilità di investimenti così ingenti se la base economica è già fragile? A questo si aggiungono 276.774 euro derivanti dalla compensazione per i lavori di ricostruzione del metanodotto Sestino-Minerbio, da impiegare in interventi ambientali in linea con il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (Paesc). È un bel progetto, ma la domanda è: è prioritario in un contesto di bilancio così teso?

Spesa sociale: un settore da rivedere

Se si analizza la parte corrente, si osservano maggiori contributi da Stato e Regione e una rimodulazione della spesa sociale. Sono previsti 137.397 euro per interventi destinati a persone a rischio di esclusione sociale e per politiche a favore della disabilità. In aggiunta, ci sono ulteriori 99.278 euro di contributi regionali destinati all’Azienda pubblica di servizi alla persona. Ma queste cifre sono sufficienti per affrontare una realtà complessa e in continua evoluzione?

Il provvedimento comprende anche variazioni minori per le annualità 2027 e 2028, con economie di spesa e adeguamenti delle entrate, sia per la parte corrente sia per quella in conto capitale. Una manovra che, sebbene appaia ben strutturata, lascia aperti interrogativi su come il Comune intenda affrontare le sfide future. La gestione economica non può essere una questione da affrontare con superficialità. I cittadini meritano risposte chiare e un bilancio che rispecchi le reali necessità della comunità. La trasparenza e la responsabilità devono diventare le parole d’ordine in questo contesto.

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