Sparatoria al Divine Club di Bisceglie: un morto, l’ombra della mafia si allunga

Sparatoria al Divine Club di Bisceglie: un morto, l’ombra della mafia si allunga

Un uomo di 43 anni è stato ucciso all’interno del Divine Club di Bisceglie, un locale noto per la sua vita notturna e le sue dinamiche turbolente. L’episodio si è verificato intorno alle 3:55, quando la serata è stata interrotta da un violento scontro a fuoco che ha lasciato la vittima in arresto cardiaco. Trasportato d’urgenza al pronto soccorso, i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Un agguato premeditato

L’ipotesi dominante tra gli investigatori è quella di un regolamento di conti, un’ipotesi che si alimenta di dettagli inquietanti. La Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha aperto un’indagine per omicidio aggravato dal metodo mafioso, segno che la situazione nel territorio è ben più complessa di quanto possa apparire. Dai primi accertamenti effettuati dai carabinieri del Nucleo Investigativo e della Sezione scientifica di Trani e Bisceglie, emerge che la vittima è stata colpita da almeno quattro proiettili, uno dei quali ha perforato la base del collo. All’interno del locale, una lite tra gruppi contrapposti è rapidamente degenerata in uno scontro armato, chiaramente orchestrato da chi aveva intenzioni letali.

Le prime ricostruzioni suggeriscono che l’aggressione non sia stata un’azione isolata, ma piuttosto il frutto di un’operazione coordinata. In almeno due hanno partecipato attivamente all’assalto, armati e pronti a colpire. Un particolare inquietante è emerso: uno degli aggressori ha utilizzato un’uscita di emergenza per rientrare nel locale, armato e determinato a dare il via al conflitto. Le registrazioni delle telecamere di sorveglianza sono ora sotto il microscopio degli investigatori, una risorsa cruciale per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Collegamenti inquietanti

Le indagini si stanno ampliando per esplorare possibili legami con lo spaccio di droga e conflitti tra gruppi criminali. La vittima, il cui nome riecheggia nei rapporti della DDA di Bari, era già nota per la sua connessione con episodi violenti legati alla movida notturna. Il suo coinvolgimento con ambienti criminali non è una novità: il suo nome è associato a tensioni tra clan mafiosi come i Capriati, Palermiti, Parisi e Strisciuglio. Un tessuto criminale che si intreccia in un contesto di rivalità e vendette, con una storia di scontri che si ripetono in un ciclo senza fine.

Le autorità stanno lavorando per chiarire le responsabilità dei soggetti coinvolti in questo agguato. Ogni informazione raccolta viene vagliata con attenzione, nella speranza di fermare un’escalation di violenza che sembra non conoscere tregua. La lotta tra bande rivali continua a mietere vittime, e Bisceglie è solo l’ultimo palcoscenico di una tragica rappresentazione che va avanti da troppo tempo.

La situazione è delicata, e le forze dell’ordine sono chiamate a rispondere con determinazione a un fenomeno che minaccia la sicurezza e la tranquillità della comunità. L’eco di questo omicidio risuona ben oltre le mura del locale notturno, portando alla luce un’umanità ferita e una realtà che molti preferirebbero ignorare.

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