L’inchiesta riaperta nel 2025 si avvia verso una fase cruciale. La Procura di Pavia sta preparando la richiesta di processo per Andrea Sempio, 38 anni, già al centro di un’indagine complessa che ruota attorno all’omicidio di Chiara Poggi. Gli atti potrebbero essere trasmessi anche alla Procura generale di Milano, per valutare una revisione del processo che nel 2015 ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di carcere.
Un interrogatorio silenzioso
Il 6 maggio scorso, Sempio è stato interrogato per circa tre ore. Ha scelto di non rispondere alle domande dei magistrati, una mossa che potrebbe rivelarsi strategica o controproducente. Durante l’interrogatorio, gli sono state mostrate alcune intercettazioni ambientali, registrate nell’aprile 2025, tramite una microspia installata nella sua auto. Dalle registrazioni emergerebbero frasi in cui Sempio discute del rapporto tra Chiara Poggi e Alberto Stasi, menzionando anche presunti video intimi della coppia e un tentativo di contatto telefonico con Chiara, che sembra essere stato rifiutato.
La Procura interpreta queste affermazioni come un possibile movente per il delitto. Un interesse non corrisposto nei confronti della vittima, che avrebbe potuto generare un rancore tale da sfociare nell’aggressione fatale del 13 agosto 2007. Secondo il capo d’imputazione, Sempio avrebbe inferto almeno dodici colpi al volto e alla testa di Chiara Poggi con un oggetto contundente, un’aggressione brutale che ha segnato la comunità di Garlasco.
Nuove evidenze contro Sempio
Le indagini hanno portato alla luce nuovi elementi significativi. Tra questi ci sono analisi genetiche sul DNA trovato sotto le unghie di Chiara, compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio. Ulteriori approfondimenti riguardano un’impronta numero 33 attribuita direttamente a Sempio. A completare il quadro, una consulenza medico-legale ha stabilito che l’orario della morte di Chiara Poggi si colloca tra le 10.30 e le 12 del giorno del delitto.
La difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, contesta però la validità delle intercettazioni. Sostengono che il loro assistito stesse semplicemente commentando un podcast o delle trasmissioni sul caso, ascoltate in auto. Gli avvocati cercano di recuperare il materiale audio completo per dare un contesto alle frasi, definite “sconnesse” e “non comprensibili”. Cataliotti ha dichiarato che la portata dell’accusa non presenta novità rispetto all’invito a comparire, suggerendo che le prove raccolte non siano sufficienti per una condanna.
Francesco Compagna, avvocato della famiglia Poggi, ha minimizzato l’importanza delle intercettazioni, definendole “suggestioni mediatiche”. Ha ribadito che gli elementi emersi nel processo che ha condannato Stasi sono ancora solidi e validi.
Testimonianze cruciali
Negli ultimi giorni, sono stati ascoltati come testimoni Marco Poggi, il fratello di Chiara, e le cugine Stefania e Paola Cappa. Le loro dichiarazioni potrebbero fornire ulteriori dettagli e chiarimenti sulla vicenda, ma ora la palla passa alla Procura di Pavia. Sarà loro compito decidere se formalizzare la richiesta di processo per Andrea Sempio.
Nel frattempo, la Procura generale di Milano esaminerà eventuali azioni per la revisione del processo che ha condannato Alberto Stasi. Un caso che continua a tenere alta l’attenzione, con molte ombre ancora da chiarire.

