Nuove ombre avvolgono il caso di Garlasco. Al centro dell’attenzione degli inquirenti c’è la rilettura di un’intercettazione ambientale del 2017, che potrebbe rivelarsi cruciale per il prosieguo delle indagini. In queste registrazioni, Sempio sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa di Chiara Poggi, la vittima, il giorno dell’omicidio. Le parole pronunciate dal 38enne, “alle nove e mezza era sempre lì a casa”, risuonano come un campanello d’allarme, secondo i documenti della Procura.
La battaglia legale si intensifica
Il clima di tensione si fa palpabile, mentre le parti in causa si scontrano sul nuovo filone investigativo. Gian Luigi Tizzoni, avvocato della famiglia Poggi, non ha risparmiato critiche alla Procura di Pavia, accusandola di un accanimento ingiustificato nel tentativo di ribaltare quanto già stabilito in sede giudiziaria. Si riferisce ovviamente alla condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio della sua fidanzata.
Dall’altra parte, la difesa di Stasi si mostra altrettanto decisa. Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis affermano che le nuove indagini hanno “letteralmente disintegrato” la sentenza di condanna, portando alla luce una serie di elementi che dimostrerebbero l’innocenza del loro assistito. Un confronto acceso, che mette in discussione l’intero impianto accusatorio.
Nel frattempo, Sempio si è recato a Roma per una perizia psicologica, un passo che potrebbe rivelarsi determinante nel procedere della sua posizione. Per i magistrati, le nuove prove trovate gettano una luce inquietante sull’intero caso. Secondo le loro conclusioni, si esclude un movente di natura pornografica legato a Stasi, mentre si rafforza l’ipotesi di un tentativo di approccio sessuale da parte di Sempio.
Fatti inquietanti e nuove rivelazioni
Le indagini hanno svelato una serie di dettagli inquietanti. Sempio, secondo l’accusa, ha mentito per anni su aspetti cruciali dell’inchiesta. Dallo scontrino del parcheggio, ritenuto un alibi costruito con l’aiuto della madre, alle telefonate notturne verso casa Poggi, fino alle chiamate fatte al fratello della vittima, Marco, mentre si trovava in vacanza.
In un ulteriore sviluppo, è emersa la questione di un video intimo tra Chiara Poggi e Alberto Stasi, custodito in una pen drive criptata presso la casa della famiglia Poggi. L’accusa suggerisce che Sempio potesse avere accesso a quel contenuto, forse approfittando della presenza di Marco Poggi o impossessandosi della chiavetta in un momento di distrazione. Marco, nel suo ultimo interrogatorio, ha affermato che l’unica spiegazione plausibile sarebbe che Sempio abbia preso una pen drive dalla camera di Chiara per portarla a casa.
In aggiunta, gli investigatori hanno incluso un episodio del 26 febbraio dello scorso anno, in cui Sempio, seguito dai carabinieri di Milano, avrebbe gettato in un’isola ecologica un foglio contenente appunti. Da un lato, annotazioni sulle modalità di approccio con le donne; dall’altro, frasi inquietanti come “da cucina a sala”, “cane”, “campanello”, “finestra da fuori” e “assassino”.
La difesa di Sempio non si arrende e respinge ogni interpretazione accusatoria. L’avvocato Liborio Cataliotti ha definito il contenuto del foglio come una semplice “scaletta per un breve contenuto audio destinato a uno spettacolo teatrale”, denunciando un travisamento dei fatti. Ogni prova, sostiene, deve essere esaminata con razionalità e contestata dalla difesa.
Nelle carte della Procura emergono anche dettagli inquietanti sul profilo dell’indagato, delineato attraverso l’analisi dei materiali elettronici trovati in suo possesso. Secondo gli inquirenti, alcuni file dimostrerebbero che Sempio non esitava a considerare la violenza come un’opzione. La morte di Chiara sarebbe vista come un possibile “effetto collaterale” dei suoi desideri.
Tuttavia, i magistrati avvertono che questi elementi, sebbene inquietanti, non costituiscono prova diretta dell’omicidio, ma potrebbero arricchire la lettura complessiva dell’intero caso, già delineato su basi oggettive e indipendenti. Un intricato puzzle che continua a suscitare interrogativi e preoccupazioni in una comunità ancora scossa dalla tragedia.

