Strage a Roma: intera famiglia sterminata, caccia al colpevole

Strage a Roma: intera famiglia sterminata, caccia al colpevole

Un dramma inaccettabile ha scosso la periferia di Roma. Tre membri di una famiglia originaria del Bangladesh sono stati brutalmente assassinati in un appartamento situato in via Montiglio, nella zona di Pineta Sacchetti-Casalotti. Le vittime, Kamal Uddin, di 39 anni, la moglie Jahan Hosne Momotaj, di 38 anni, e la loro figlia Arowa, di soli 6 anni, hanno trovato una morte atroce, segnata da ferite inflitte con un’arma da taglio.

A sopravvivere, seppur gravemente ferito, è rimasto il figlio maggiore, un ragazzo di 20 anni. Trasportato in codice rosso al Policlinico Gemelli, il giovane è attualmente ricoverato in prognosi riservata, ma fortunatamente non è in pericolo di vita.

Le urla e l’allerta dei vicini

La tragedia è stata scoperta grazie all’allerta lanciata da alcuni vicini, che hanno percepito urla strazianti provenienti dall’abitazione. Gli agenti del commissariato di Aurelio, insieme alla Squadra Mobile di Roma, si sono precipitati sul posto, avviando immediatamente un’indagine sotto la supervisione della Procura di Roma. Un fascicolo è stato aperto per omicidio e lesioni, mentre gli investigatori si concentrano sulla cerchia di conoscenti della famiglia.

Un sospettato è già emerso: un connazionale bengalese, amico della famiglia, attualmente ricercato dalla polizia. Gli inquirenti stanno esaminando attentamente i filmati delle telecamere di sorveglianza in zona, i tabulati telefonici e i dispositivi delle vittime, nel tentativo di ricostruire le ultime ore prima della tragedia e di verificare eventuali incontri avvenuti in casa.

Un’arma, una mannaia, è stata sequestrata all’interno dell’abitazione, ritenuta dagli investigatori l’arma del delitto. Inoltre, una felpa insanguinata è stata rinvenuta in un parcheggio privato all’inizio di via Montiglio, a circa cento metri dalla scena del crimine. Questo reperto sarà analizzato dalla polizia scientifica per ottenere ulteriori indizi.

Ipotesi e reazioni

Le indagini non escludono una possibile matrice passionale del delitto, ma ogni pista rimane aperta e sotto esame. La notizia della strage ha colpito profondamente i residenti del quartiere, che descrivono Kamal Uddin come un uomo gentile e benvoluto. Alcuni vicini ricordano come il 39enne si prestasse ad aiutare gli anziani con la spesa nel supermercato locale.

Una famiglia ben integrata, un esempio di persone rispettabili, secondo le parole di chi li conosceva. La piccola Arowa frequentava una scuola nelle vicinanze, mentre il fratello maggiore, con un lavoro, si vedeva meno in zona.

Un testimone ha raccontato di aver visto il giovane di vent’anni uscire dalla propria abitazione ferito e chiedere aiuto. Secondo la testimonianza, il ragazzo presentava una ferita all’addome e perdeva molto sangue, riuscendo a raggiungere l’esterno solo dopo l’aggressione.

Nei prossimi giorni, le autopsie sui corpi delle vittime saranno eseguite presso la sezione di medicina legale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Gli investigatori sono impegnati a ricostruire la dinamica della strage, determinati a fare luce su un crimine che ha lasciato una comunità intera sotto shock.

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