Dieci anni dalla strage ferroviaria: Andria ricorda, le istituzioni si espongono

Dieci anni dalla strage ferroviaria: Andria ricorda, le istituzioni si espongono

Il 12 luglio 2016, alle 11.05, il tragico scontro tra due treni lungo il binario unico tra Andria e Corato segnò un capitolo oscuro della storia ferroviaria italiana. In quell’incidente, 23 vite furono spezzate e altre 51 persone rimasero ferite. Un bilancio drammatico che fa di questa tragedia una delle più gravi mai avvenute nel Paese.

Il dolore mai sopito delle famiglie

Durante la cerimonia commemorativa, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha reso omaggio a ciascuna delle vittime. Le sue parole hanno risuonato come un eco doloroso, richiamando l’attenzione su una ferita ancora aperta per le famiglie e per l’intera regione pugliese. Decaro ha messo in luce un problema cruciale: l’inevitabile divario tra Nord e Sud in termini di infrastrutture e sicurezza dei trasporti. Ha affermato con determinazione che la Puglia merita un sistema di trasporti moderno, sicuro ed efficiente.

«Non possiamo permetterci di perdere la speranza», ha dichiarato Decaro, evidenziando una realtà inaccettabile. Il diritto a viaggiare in sicurezza deve diventare una priorità. La sua esperienza personale, essendo figlio di un ferroviere, ha aggiunto un ulteriore peso alle sue parole. Il treno, ha affermato, rappresenta «il simbolo della libertà e del riscatto sociale». Un simbolo che, a dieci anni di distanza, è stato tradito dalla tragedia.

Un impegno che deve diventare realtà

Il messaggio di Decaro è chiaro: la lotta per la sicurezza dei trasporti deve intensificarsi. La mancanza di investimenti adeguati ha contribuito a mantenere il Paese in una condizione di precarietà. Non è più accettabile che eventi del genere possano ripetersi. La commemorazione deve trasformarsi in un impegno concreto da parte delle istituzioni.

Toni Matarrelli, presidente del Consiglio regionale della Puglia, ha aggiunto il suo contributo al dibattito. Ha sottolineato che il dolore di quella giornata non può essere cancellato dal tempo. «Ci sono ferite che il tempo non può rimarginare», ha affermato, richiamando l’attenzione sulla necessità di non dimenticare. La presenza di Matarrelli a Andria rappresenta un gesto simbolico, un modo per rimanere vicini a chi ha perso un caro e a chi vive ancora con i segni di quel disastro.

La presenza di Mattarella: un gesto di solidarietà

A fare da cornice a questo momento di riflessione è stata la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La sua partecipazione alla commemorazione ha avuto un significato profondo, dimostrando la vicinanza delle istituzioni nazionali alle famiglie delle vittime e a tutta la comunità pugliese. In un decennale segnato dalla memoria di una tragedia, il gesto di Mattarella è un richiamo alla responsabilità delle istituzioni. La giustizia per le vittime è un dovere che non può rimanere in secondo piano.

A dieci anni dalla strage ferroviaria, il messaggio è chiaro: il ricordo deve tradursi in azione. L’impegno per la sicurezza dei trasporti non può rimanere una mera dichiarazione di intenti. È tempo di affrontare le sfide con determinazione, per garantire che simili tragedie non accadano mai più. La Puglia e l’Italia intera meritano un futuro in cui la speranza di viaggiare in sicurezza diventi una realtà tangibile.

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