La Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania, ha annunciato il ripristino immediato di tutte le attività di volo, sia in partenza che in arrivo. Non ci sono più limitazioni. Tuttavia, la situazione resta delicata, con il vulcano Etna che continua a farsi sentire.
Attività vulcanica in corso
Secondo le ultime rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), aggiornate alla serata di lunedì 17 agosto, l’Etna ha mostrato segni di attività significativa. È stata registrata l’apertura di una bocca effusiva nella Valle del Bove, a un’altitudine compresa tra i 2.200 e i 2.350 metri. Non si tratta di un evento da sottovalutare. Contestualmente, l’intensità dell’attività esplosiva al cratere della Voragine è variabile, con una nube eruttiva che ha raggiunto un’altezza di circa 6.000 metri, disperdendosi verso sud-est. Le autorità non possono permettersi di abbassare la guardia.
Richiesta di un piano strutturale
La CNA Sicilia ha lanciato un appello chiaro: è il momento di superare la logica dell’emergenza e di adottare un piano strutturale che renda l’intero sistema aeroportuale siciliano più integrato e resiliente. La proposta è di potenziare e integrare gli aeroporti di Comiso, Trapani e Palermo, trasformandoli in alternative operative stabili per far fronte a future emergenze legate all’attività vulcanica dell’Etna. Non si può più aspettare che la situazione si aggravi. È essenziale un approccio proattivo, non reattivo.
Disagi a Catania e nei comuni circostanti
Nel frattempo, la ricaduta di cenere vulcanica sta causando notevoli disagi a Catania e nei comuni dell’area etnea. Le auto sono state ricoperte da uno strato di cenere, e diverse strade appaiono annerite, rendendo difficile la circolazione. Valverde, Viagrande, San Gregorio e San Giovanni la Punta sono tra i centri maggiormente colpiti. Qui, la presenza della cenere ha complicato non solo gli spostamenti, ma anche le attività quotidiane dei residenti.
Il vulcano non è solo un fenomeno naturale. È un monito, un avvertimento che non può essere ignorato. La gestione dell’emergenza deve essere una priorità. La ripresa delle operazioni all’aeroporto di Catania, pur necessaria, deve essere accompagnata da misure concrete e strategiche. L’Etna continua a eruttare, e la comunità siciliana deve essere pronta ad affrontare le sfide che ne derivano. Non ci sono scuse per la mancanza di preparazione.

