Tè di iperico: controindicazioni e situazioni in cui non è raccomandato

Tè di iperico: controindicazioni e situazioni in cui non è raccomandato

Il tè di iperico (Hypericum perforatum) è noto per i suoi effetti antidepressivi e calmanti, ma non è privo di rischi. Sebbene sia un rimedio naturale popolare, il suo consumo può essere pericoloso in determinate condizioni o in combinazione con alcuni farmaci. Di seguito sono presentate in dettaglio le principali controindicazioni, i casi in cui non è indicato e avvertimenti medici supportati da ricerche scientifiche.


1. Non è raccomandato in combinazione con farmaci antidepressivi

L’iperico contiene ipericina e iperforina, sostanze che influenzano il livello di serotonina nel cervello. Per questo motivo, l’assunzione concomitante con antidepressivi di sintesi (come gli SSRI, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) può portare a sindrome serotoninergica, una condizione grave che può provocare confusione, agitazione, febbre, ipertensione e, in casi estremi, coma.

Uno studio pubblicato nel Journal of Clinical Psychopharmacology (2001) ha mostrato che i pazienti che combinavano fluoxetina con estratti di iperico presentavano un rischio aumentato di sindrome serotoninergica, soprattutto dopo 2-3 settimane di assunzione.


2. Interagisce con i contraccettivi orali

Uno degli effetti più discussi del tè di iperico è la riduzione dell’efficacia delle pillole contraccettive. Questo stimola gli enzimi epatici CYP3A4, portando a una metabolizzazione più rapida degli ormoni contenuti nei contraccettivi, riducendo la loro concentrazione nel sangue.

Secondo una revisione pubblicata nel British Journal of Clinical Pharmacology (2003), l’uso regolare dell’iperico ha portato all’ovulazione nelle donne che assumevano anticoncezionali combinati, nonostante fossero precedentemente sotto controllo ormonale.


3. Controindicato in gravidanza e allattamento

Sebbene sia una pianta, i suoi effetti sugli ormoni e sul sistema nervoso centrale possono influenzare negativamente la gravidanza. Non ci sono studi sufficienti che confermino la sicurezza per il feto. Inoltre, le sostanze attive possono passare nel latte materno e influenzare il bambino.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di evitare l’iperico in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, a causa del rischio di stimolazione uterina e effetti ormonali sul feto.


4. Può ridurre l’efficacia di alcuni farmaci vitali

L’iperico può accelerare la metabolizzazione di alcuni farmaci importanti, riducendone l’efficacia. Tra questi:

  • Ciclosporina (immunosoppressore)
  • Digossina (per il cuore)
  • Warfarina (anticoagulante)
  • Indinavir (farmaco antivirale per l’HIV)
  • Teofillina (per l’asma)
  • Benzodiazepine (forti sedativi)

In uno studio pubblicato su The Lancet (2000), la concentrazione plasmatica della ciclosporina è diminuita significativamente dopo l’assunzione di iperico, mettendo in pericolo i pazienti che avevano subito trapianti d’organo.


5. Non è raccomandato per le persone con disturbo bipolare

L’iperico può scatenare episodi maniacali nelle persone diagnosticate con disturbo bipolare. Questo stimola l’attività cerebrale e può accentuare gli squilibri chimici nei pazienti predisposti.

L’Associazione Americana di Psichiatria avverte che i pazienti con una storia di mania non dovrebbero utilizzare preparati a base di iperico senza una stretta supervisione medica.


6. Può aumentare la sensibilità al sole (fotosensibilità)

L’ipericina, componente attivo della pianta, aumenta la sensibilità della pelle ai raggi UV. Il consumo frequente di tè di iperico può portare a gravi scottature solari, irritazioni o eruzioni cutanee anche dopo brevi esposizioni.

Un rapporto di Photodermatology, Photoimmunology & Photomedicine ha documentato casi di gravi reazioni cutanee in pazienti che consumavano iperico e si esponevano al sole o a lampade abbronzanti.


7. Non è indicato prima di interventi chirurgici

Il tè di iperico influenza la coagulazione del sangue e interagisce con gli anestetici. Si raccomanda di interrompere il consumo almeno 2 settimane prima di interventi programmati.

La Società Americana di Anestesia raccomanda di interrompere tutti i supplementi naturali, incluso l’iperico, prima di interventi chirurgici.


8. Controindicazioni per le persone con gravi malattie epatiche

Poiché stimola gli enzimi epatici, il consumo di iperico può sovraccaricare un fegato già compromesso. Inoltre, può interferire con i farmaci epatoprotettivi o i trattamenti per l’epatite.


9. Non è raccomandato a lungo termine senza pause

Il consumo prolungato (più di 4-6 settimane) senza pause può portare ad un accumulo di ipericina nell’organismo, con effetti avversi come disturbi del sonno, ansia, vertigini e problemi digestivi.


10. Attenzione alla guida di veicoli o all’uso di macchinari

Il tè di iperico può causare sonnolenza, vertigini o disturbi della concentrazione in alcune persone. Nei primi giorni di utilizzo, è consigliabile evitare attività che richiedono un’attenzione elevata.


Sebbene l’iperico sia una pianta con un reale potenziale terapeutico, non è privo di rischi. Il tè deve essere consumato con cautela, solo in brevi cicli e mai in combinazione con trattamenti farmacologici senza il parere del medico. Prima dell’uso, è consigliata una discussione con un medico fitoterapeuta o un farmacista specializzato in piante medicinali.


Fonti:

  • Journal of Clinical Psychopharmacology Sindrome serotoninergica e iperico
  • British Journal of Clinical Pharmacology Interazioni tra iperico e contraccettivi ormonali
  • The Lancet L’iperico induce il sistema enzimatico del citocromo P450
  • Organizzazione Mondiale della Sanità Sicurezza delle piante medicinali durante la gravidanza
  • Associazione Americana di Psichiatria Linee guida sui trattamenti alternativi per la depressione
  • Società Americana di Anestesiologi Integratori a base di erbe e chirurgia

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