L’Ausl Romagna interviene con una nota incisiva per contestare le affermazioni di Pietro Vignali, consigliere regionale di Forza Italia, riguardo le prestazioni sanitarie. Secondo l’ente, i dati citati da Vignali sono parziali e non rappresentativi della realtà. L’Ausl chiarisce che nel 2025 le prestazioni erogate, tra visite e diagnostica, hanno superato i volumi del 2019. È un’affermazione che mette in discussione l’intera narrazione del consigliere, il quale, secondo l’Ausl, non ha fornito un’informazione completa e corretta.
Dati fuorvianti
L’Ausl accusa Vignali di non citare le fonti da cui ha attinto i dati, evidenziando che le informazioni fornite derivano dal portale TDAer e riguardano esclusivamente le prenotazioni, non le prestazioni effettivamente erogate. “Questi numeri non riflettono la reale attività delle strutture sanitarie”, afferma l’Ausl, chiarendo che le statistiche descritte da Vignali rappresentano solo la fase di accesso ai servizi e non l’effettivo lavoro svolto.
Inoltre, viene puntualizzato che i dati analizzati si riferiscono unicamente agli utenti con codice bacino 1, ovvero coloro che accettano le disponibilità nel proprio territorio. Questo ambito è solo una frazione delle prenotazioni totali, il che rende il quadro ancora più frammentario. L’Ausl sottolinea che la fonte ufficiale per la rilevazione dell’attività ambulatoriale è il flusso Asa regionale, aggiornato a dicembre 2025, ma ancora in fase di consolidamento e potenzialmente sottostimato.
Un’analisi più profonda
Nel confronto tra il 2019 e il 2025, l’Ausl invita a considerare l’introduzione del nuovo nomenclatore tariffario nel 2024, che ha modificato le modalità di classificazione e rendicontazione delle prestazioni. Questo cambiamento rende il confronto tra i due periodi non del tutto omogeneo. Nonostante ciò, l’Ausl afferma che il confronto tra il 2025, sebbene non definitivo, e il 2019 rimane un riferimento valido per valutare l’andamento generale delle attività sanitarie.
I numeri parlano chiaro: nel 2025, le prestazioni erogate sono aumentate da 2.940.000 a 3.076.000, segnando un incremento di oltre 135.000 prestazioni, pari a un +4,6%. Questo recupero ha coinvolto tutti i territori dell’Ausl Romagna, anche se con variazioni legate alle potenzialità dei professionisti pubblici e al supporto delle strutture private. Rimini ha registrato un incremento del 10,6%, Cesena del 3,7%, Forlì del 2,8% e Ravenna dello 0,6%.
Un settore in crescita
Per quanto riguarda le visite specialistiche, l’Ausl mette in evidenza che l’aumento della produzione si è verificato principalmente nel settore pubblico. Al contrario, il privato accreditato non ha soddisfatto le richieste, mostrando evidenti difficoltà nel garantire le prestazioni richieste.
L’Ausl Romagna ribadisce di non aver mai eluso le criticità, come le liste d’attesa, ma chiarisce che affermare che il problema delle attese derivi da una ridotta produzione è inaccettabile. I dati dimostrano un aumento della produzione, e l’ente si aspetta che Vignali e altri comprendano le fonti delle informazioni prima di esprimere giudizi. Non si tratta di una svista, ma di un errore che richiede una correzione immediata.

