Le associazioni dei genitori dell’Istituto comprensivo 9 Beatrice Portinari di Forlì hanno lanciato un grido di allerta. Dopo aver contattato il commissario straordinario Di Palma, non hanno ricevuto alcuna risposta. L’argomento del dimensionamento scolastico, recentemente deciso dal governo, ha colpito in modo significativo il territorio forlivese. Il 9 Portinari verrà accorpato all’Istituto comprensivo 4 Annalena Tonelli, dando vita al nuovo istituto comprensivo 4 Portinari-Tonelli. Questo tema è stato oggetto di discussione anche durante il Consiglio comunale di ieri.
I genitori dell’istituto, presenti in aula, hanno espresso con fermezza la loro posizione. Hanno tenuto a chiarire che la loro partecipazione non era frutto di un invito politico, ma di un impegno attivo in una situazione che si fa sempre più difficile dal 27 gennaio a oggi. La loro voce non è quella di un gruppo passivo, ma di una comunità viva, impegnata e con una storia che non si lascia offuscare da decisioni burocratiche.
La loro lettera, inviata a vari esponenti politici e istituzionali, tra cui il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e l’assessora al Welfare Isabella Conti, evidenzia un malcontento profondo. “Conoscete bene l’istituto comprensivo 9 e la sua comunità”, scrivono. “Non siamo una massa silenziosa. Abbiamo dimostrato di essere capaci di mobilitazioni significative, e oggi ci sentiamo traditi”. L’assenza di risposta da parte delle istituzioni è un segnale di indifferenza che fa crescere la frustrazione tra i genitori.
Il messaggio è chiaro: il dimensionamento scolastico non può essere ridotto a meri numeri o logiche di bilancio. “La scuola è fatta di relazioni, stabilità e fiducia”, sottolineano. La loro critica si rivolge a un sistema che sembra ignorare i bisogni umani ed educativi, ponendo il benessere dei bambini in secondo piano rispetto a una fredda contabilità. “Che valore ha una scuola se non viene tutelata dalle istituzioni?”, si domandano.
Le associazioni dei genitori non si oppongono al cambiamento in sé, ma chiedono che ogni decisione sia presa in un contesto di dialogo reale con chi vive quotidianamente la scuola. “Difendere l’Ic9 significa difendere un’educazione di qualità”, affermano, chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto per mitigare l’impatto del provvedimento.
Anche l’associazione “Il Palazzone” ha preso posizione contro l’accorpamento degli istituti comprensivi. Il presidente Valerio Giulianini, che collabora attivamente con le scuole, ha espresso preoccupazione per le differenze socio-educative tra le realtà coinvolte. “Si tratta di contesti molto diversi, con esigenze educative specifiche”, ha dichiarato. L’unione di due istituti così diversi potrebbe creare una struttura gestionale complessa, difficile da amministrare e potenzialmente disastrosa per le famiglie.
Le famiglie, già provate da eventi calamitosi come le recenti alluvioni, non possono permettersi un indebolimento del servizio scolastico. “La scuola è un punto di riferimento per la comunità”, ribadisce Giulianini, sottolineando che il lavoro costruito negli anni dall’Istituto Comprensivo 9 è fondamentale per garantire una crescita armonica ai ragazzi.
Il messaggio è forte: “I ragazzi non sono numeri”. La richiesta di ritiro del provvedimento è chiara, così come la volontà di continuare a lottare per una scuola che risponda alle esigenze dei bambini e dei ragazzi. La comunità non accetterà di essere ridotta a un dato statistico; la qualità educativa e il benessere degli studenti sono priorità indiscutibili che devono essere tutelate.

