La lista civica Forlì Cambia alza la voce, segnalando un allarme che non può passare inosservato. I residenti di San Martino Villafranca e Villafranca sono preoccupati per le implicazioni del nuovo Piano di assetto idrogeologico (Pai), redatto dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (AdBPo) dopo le devastanti alluvioni del 2023. La questione è grave e merita attenzione.
Il Piano, nella sua attuale configurazione, prevede di destinare circa cinquecento ettari di territorio, un’area che comprende abitazioni e terreni agricoli, a vasche di esondazione controllata. Queste aree, collocate tra via Lughese e l’argine del Montone, da Ponte Brando fino a Pontevico, potrebbero essere soggette a inondazioni intenzionali in caso di eventi alluvionali. Una proposta che ha suscitato legittima apprensione tra i cittadini, come dimostra la massiccia partecipazione all’incontro pubblico tenutosi recentemente.
Il messaggio di Forlì Cambia è chiaro e incisivo: “La voce dei cittadini deve essere ascoltata in ogni sede competente”. Coloro che hanno vissuto in prima persona gli effetti devastanti dell’alluvione non possono ritrovarsi nuovamente in una posizione di svantaggio, subendo decisioni pianificatorie che colpiscono la stessa porzione di territorio e comunità. È inaccettabile che le soluzioni proposte per affrontare il dissesto idrogeologico ricadano su chi ha già pagato un prezzo altissimo.
Richiesta di ascolto e dialogo
La lista civica si impegna a far sentire la propria voce nelle opportune sedi istituzionali entro il termine del 30 marzo. Forlì Cambia si offre come intermediario, pronta a facilitare il dialogo con gli enti preposti, affinché le istanze della comunità locale vengano portate all’attenzione di chi ha il potere decisionale. È fondamentale garantire che la preoccupazione dei cittadini non venga ignorata.
Le conseguenze di queste scelte urbanistiche non riguardano solo il presente, ma pongono interrogativi inquietanti sul futuro delle comunità coinvolte. La popolazione ha il diritto di sapere quale destino si prospetta per il proprio territorio e quali misure alternative verranno adottate per prevenire il dissesto idrogeologico.
Un appello alla responsabilità
La questione sollevata da Forlì Cambia non è solo una questione locale, ma riflette un problema più ampio che affligge molte aree vulnerabili del nostro Paese. La gestione del territorio, specialmente in contesti a rischio idrogeologico, deve essere affrontata con serietà e responsabilità. Non è più il tempo delle promesse vuote, ma è necessario un approccio strategico e lungimirante.
La partecipazione attiva dei cittadini è l’unico antidoto a una pianificazione che rischia di dimenticare chi vive e lavora in queste aree. La comunità non può rimanere in silenzio mentre il proprio futuro è messo a repentaglio. La battaglia per la salvaguardia del territorio è appena cominciata e Forlì Cambia si propone come portavoce di queste istanze, pronta a mettere in campo tutte le azioni necessarie per garantire un futuro più sicuro per tutti.
