Dal 16 al 21 marzo, quattordici studenti delle classi prime e seconde dell’istituto tecnico Marconi di Forlì hanno intrapreso un’esperienza che va oltre il semplice scambio culturale. Accompagnati dalle professoresse Valeria Farneti e Gaia Coltorti, questi ragazzi hanno vissuto una settimana intensa a Eskilstuna, Svezia, ospitati da famiglie locali. Questo programma, giunto al suo secondo anno, non è solo un viaggio, ma una vera e propria immersione in un contesto diverso, dove il confronto e la crescita personale diventano protagonisti.
UN’ESPERIENZA CHE CAMBIA LA PROSPETTIVA
La partenza ha suscitato emozioni contrastanti tra gli studenti. L’ansia di affrontare l’ignoto ha lasciato spazio, fin dal primo giorno, a un’accoglienza calorosa e a un senso di appartenenza. “Ero agitata, non sapevo cosa aspettarmi. Avevo paura di non riuscire a comunicare. Poi, mi sono sentita accolta”, confida una studentessa, la cui testimonianza mette in luce la potenza dell’incontro umano. L’itinerario didattico ha permesso di esplorare non solo le differenze culturali, ma anche le similitudini tra i due Paesi. I gruppi misti di studenti italiani e svedesi hanno lavorato su temi come i miti e le tradizioni, le strutture scolastiche e le abitudini quotidiane.
MAI SOLO ATTIVITÀ STRUTTURATE
Il vero valore di questo scambio si è manifestato al di fuori delle aule. Momenti come cucinare insieme hanno rivelato la forza della condivisione. “All’inizio eravamo un po’ in imbarazzo, ma poi abbiamo iniziato a ridere e a capirci anche senza parole”, racconta uno studente, descrivendo un’esperienza che ha abbattuto le barriere linguistiche e culturali. Le piccole azioni quotidiane, come preparare un pasto o passeggiare per le campagne svedesi, sono state occasioni preziose di apprendimento e crescita. Ogni passo verso l’autonomia ha richiesto audacia, ma ha anche portato a una maggiore consapevolezza di sé. “Mi sono sentito più grande. Ho capito che posso cavarmela anche in situazioni nuove”, afferma un altro ragazzo, evidenziando il potere trasformativo di queste esperienze.
OBIETTIVI COMUNI, RELAZIONI DURATURE
Il progetto, sostenuto dal dirigente scolastico Marco Ruscelli, si fonda su obiettivi condivisi: promuovere l’apertura culturale, sviluppare competenze linguistiche e costruire ponti tra realtà diverse. “Ciò che colpisce è la naturalezza con cui questi obiettivi si trasformano in relazioni vere e durature nel tempo”, spiega il dirigente, sottolineando come il progetto non si limiti a un semplice scambio, ma favorisca legami che superano le differenze. Una studentessa sottolinea questa scoperta: “Pensavo fossimo molto diversi, invece abbiamo tante cose in comune. E le differenze sono la parte più interessante”.
LA RITORNO CON NUOVE CONSAPEVOLEZZE
Al termine di questa avventura, le valigie degli studenti non contenevano solo souvenir, ma anche una nuova coscienza delle proprie potenzialità. I legami creati si estendono oltre i confini geografici e linguistici, destinati a rafforzarsi ulteriormente quando, in autunno, i quattordici studenti svedesi visiteranno Forlì, ospitati dalle stesse famiglie italiane. “Ho lasciato lì una parte di me, ma ne ho portata a casa una più grande”, confida una studentessa, rivelando l’essenza profonda dello scambio: la scoperta di sé attraverso l’altro, oltre i confini e le differenze.

