Civitella di Romagna: la Lingua dei segni conquista i bambini

Civitella di Romagna: la Lingua dei segni conquista i bambini

La Stanza fabulosa di Civitella di Romagna diventa il palcoscenico di un’iniziativa senza precedenti. A partire da aprile, il comune si prepara a ospitare “In-Segnami una storia”, un ciclo di quattro incontri dedicati alla Lingua dei segni italiana, aperti ai bambini tra i 6 e gli 11 anni. Un progetto che va oltre le parole, mirato a costruire ponti in un mondo spesso segnato da barriere comunicative.

Un progetto ambizioso, finanziato dal Comune di Civitella di Romagna e realizzato in sinergia con il Polo unico famiglie e giovani dell’Asp San Vincenzo De’ Paoli. L’obiettivo è chiaro: introdurre i più piccoli a un nuovo linguaggio, non solo come mezzo di comunicazione, ma come strumento di inclusione e relazione. I bambini avvicineranno la Lingua dei segni attraverso attività ludiche e momenti di apprendimento guidato, sotto la supervisione di esperti.

Gli incontri saranno condotti da Valentina Fabbri, docente e interprete Lis di professione. Un’opportunità unica per i giovanissimi di esplorare un modo di esprimersi che va oltre il parlato, scoprendo il potere dei gesti e delle espressioni. Gli appuntamenti si svolgeranno ogni giovedì pomeriggio, dalle 15.30 alle 17. Un impegno costante, pensato per stimolare la curiosità e l’interesse dei partecipanti.

La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati. Questa scelta non è casuale: garantire un ambiente di apprendimento di qualità è fondamentale. Per questo motivo, la prenotazione è obbligatoria e dovrà essere effettuata entro il 3 aprile. Gli interessati possono contattare lo Sportello unico al numero 335 8726933, disponibile anche su WhatsApp. Non è solo un’iniziativa, è una chiamata all’azione per le famiglie che vogliono offrire ai propri figli un’opportunità di crescita e integrazione.

In un’epoca in cui la diversità deve essere celebrata e non temuta, il progetto di Civitella si inserisce in un contesto più ampio di sensibilizzazione verso le diverse forme di comunicazione. Non si tratta solo di insegnare un linguaggio, ma di promuovere una cultura di inclusione. I bambini non solo apprenderanno nuove modalità di interazione, ma svilupperanno anche una maggiore empatia nei confronti di coloro che utilizzano il linguaggio dei segni come principale mezzo di comunicazione.

Il ciclo di incontri rappresenta un passo fondamentale per un futuro in cui le differenze non siano più un ostacolo, ma un valore aggiunto. La Lingua dei segni italiana, da sempre considerata un linguaggio “minore” rispetto alla comunicazione verbale, si afferma come una risorsa indispensabile per costruire relazioni autentiche e durature. Insegnare ai bambini a utilizzare questo linguaggio significa dotarli di strumenti per affrontare un mondo complesso e variegato.

Civitella di Romagna si distingue come un esempio virtuoso, dimostrando che l’educazione non può limitarsi a trasmettere conoscenze, ma deve anche formare cittadini consapevoli e sensibili. “In-Segnami una storia” non è solo un evento, ma una vera e propria dichiarazione di intenti. La comunità è chiamata a rispondere, a partecipare, a non rimanere indifferente di fronte a questa opportunità.

In un panorama in cui l’inclusione sociale è spesso relegata a semplici slogan, Civitella di Romagna sceglie di agire. E mentre i bambini iniziano a imparare la Lingua dei segni, è il momento per gli adulti di riflettere su come possiamo tutti contribuire a un ambiente più accogliente e inclusivo.

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