Azzardo galoppante nel Forlivese: 10 milioni di euro spesi nel gioco online nel 2024

Azzardo galoppante nel Forlivese: 10 milioni di euro spesi nel gioco online nel 2024

L’Emilia-Romagna sta vivendo un momento critico, segnato da un’inquietante tendenza: nel 2024, il gioco d’azzardo ha superato la soglia dei 10 miliardi di euro, con una raccolta totale che ha raggiunto i 10,2 miliardi. Per la prima volta nella storia della regione, il gioco online ha messo in ombra quello fisico, costituendo il 51% del totale. Questo dato emerge dalla terza edizione di “Pane e Azzardo”, presentata nell’ambito dell’iniziativa “Al lavoro contro l’azzardopatia”, organizzata da Cgil, Spu, Federconsumatori e Auser, supportata dalla campagna Mettiamoci in Gioco.

Un confronto sconcertante si impone: la perdita complessiva degli emiliano-romagnoli ammonta a 1,57 miliardi di euro, cifra otto volte superiore al disavanzo della sanità pubblica regionale, che si ferma a 195 milioni. Una disparità che rivela l’impatto devastante dell’azzardo sulla società e sui suoi costi sociali. L’azzardo non è più un problema isolato; è un’emergenza che richiede un intervento immediato.

Numeri inquietanti nel Forlivese

La provincia di Forlì-Cesena si distingue per dati di gioco online allarmanti. Con una media di 2.577 euro “investiti” in azzardo per ogni cittadino maggiorenne, il volume del gioco online è triplicato dal 2019 al 2024. Questo incremento è uno dei più marcati dell’intera regione. Anche il gioco fisico ha visto un aumento del 4%, un andamento anomalo rispetto al resto dell’Emilia-Romagna, dove la tendenza è generalmente al ribasso.

Nel Comune di Forlì, il giocato è aumentato del 6%, mentre a Cesena si avvicina al 9%. Solo nel 2024, Cesena ha registrato un incremento di 19 milioni di euro nelle giocate online, e Forlì ha visto un aumento di 10 milioni. Borghi emerge come il Comune con il più alto investimento online, con 2.906 euro pro capite, mentre Santa Sofia si attesta a 2.231 euro. Le crescite percentuali rispetto all’anno precedente sono allarmanti, con aumenti superiori al 50% in comuni come Borghi, Galeata, Civitella e Meldola. In un contesto più ampio, Castrocaro Terme e Cesenatico segnalano i dati più preoccupanti, superando i 4.000 euro pro capite, con un predominio del gioco fisico.

Il panorama dell’azzardo in Emilia-Romagna

L’indagine dipinge un quadro dettagliato delle crisi legate all’azzardo in Emilia-Romagna. Accanto alle già note problematiche di Bologna, Modena e Reggio Emilia, spicca il sorpasso di Piacenza, che diventa la provincia con la spesa pro capite più alta, superando Bologna. Questo balzo è trainato da un aumento del 21% nel gioco online, ben oltre la media regionale, che si attesta al 15,6%. L’exploit dell’online, con un incremento del 25,6%, è all’origine dell’ingresso della provincia di Rimini tra le aree di crisi acuta, segnando il secondo posto in regione per gioco online e il terzo per spesa complessiva pro capite.

Il report mostra anche la capillare presenza di 4.050 luoghi dedicati al gioco, tra sale slot, videolottery, Bingo, bar e tabaccherie. Questa rete è un elemento che incide profondamente sui contesti sociali locali, creando una dipendenza che si riflette in famiglie distrutte e posti di lavoro compromessi.

Con l’iniziativa “Pane e Azzardo”, Cgil, Soi, Federconsumatori e Auser hanno lanciato un appello forte: è ora di rompere il silenzio e accrescere la consapevolezza sulle conseguenze devastanti dell’azzardo. È fondamentale che la politica, a tutti i livelli, metta al centro la salute e la coesione sociale, invertendo una rotta che sembra inarrestabile.

L’urgenza di un cambiamento non può essere sottovalutata. È tempo di fare chiarezza sul fenomeno dell’azzardo e di opporsi a provvedimenti nazionali che rischiano di compromettere le leggi regionali avanzate nella regolamentazione del settore, come quelle in Emilia-Romagna. La situazione è grave, e l’azione è necessaria.

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