Caproni, la scomparsa del portone originale: un silenzio inaccettabile

Caproni, la scomparsa del portone originale: un silenzio inaccettabile

La situazione all’ex stabilimento Caproni di Predappio è diventata insostenibile. Da settimane, il cantiere appare abbandonato, eppure non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale riguardo alla rimozione del portone d’ingresso originale in ferro. Questo elemento fondamentale del patrimonio architettonico locale è stato sostituito con un pannello di compensato, un affronto inaccettabile per un edificio con una storia di oltre novant’anni.

Amin, giovane attivista del blog “Caproni Le Ali della Romagna”, riporta alla luce una questione che non può passare inosservata. Nonostante la denuncia presentata alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, il silenzio regna sovrano. La mancanza di riscontri ufficiali sulla sorte del portone d’ingresso è un segnale preoccupante di disinteresse verso un bene culturale di inestimabile valore.

**Un patrimonio a rischio**

Il cantiere, secondo le informazioni fornite da Amin, è smantellato senza che le autorità competenti abbiano ritenuto necessario informare la comunità sulla rimozione e sulla custodia di un elemento architettonico di grande rilevanza storica. La Caproni non è solo un edificio, ma un simbolo di un’epoca e di una tradizione industriale che merita rispetto e protezione. La sua facciata, i suoi dettagli, compreso il portone di ferro, costituiscono un patrimonio che non può essere trattato con superficialità.

Le operazioni di messa in sicurezza, ampiamente contestate, sono state etichettate come invasive e non adeguate. La trasformazione del portone originale in un semplice pannello di compensato non può essere considerata una soluzione accettabile. Questo non è un semplice dettaglio. Rappresenta una ferita aperta su un’identità collettiva che dovrebbe essere preservata.

**La voce della comunità ignorata**

La comunicazione con le autorità è praticamente assente. Amin e altri membri della comunità locale si sentono abbandonati e ignorati. La Caproni è un patrimonio di tutti, eppure la sua sorte è decisa senza alcuna consultazione o informazione. La mancanza di trasparenza e di responsabilità da parte di chi dovrebbe tutelare e valorizzare il patrimonio culturale è inaccettabile.

La scomparsa del portone d’ingresso non è solo una questione di estetica, ma di memoria storica. La sua rimozione segna un passo verso l’oblio di una parte fondamentale della storia industriale di Predappio. Se non si interviene tempestivamente, si corre il rischio di perdere un pezzo di identità, un simbolo di un’epoca che merita di essere ricordata e celebrata.

Le istituzioni devono rispondere. La comunità chiede chiarezza, attenzione e rispetto per un patrimonio che appartiene a tutti. La Caproni non può essere solo un edificio in rovina, ma deve tornare a essere un punto di riferimento per la storia e la cultura della Romagna. È ora di agire, prima che sia troppo tardi.

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