La scomparsa di Caterina Rondelli, avvenuta all’età di 73 anni, segna un vuoto incolmabile nel panorama sociale di Forlì. Psicologa di grande prestigio e dirigente dell’Ausl Romagna fino al 2014, Rondelli ha dedicato la sua vita a servizi fondamentali per le persone in difficoltà, abbracciando una vasta gamma di aree professionali. La sua carriera ha incluso interventi in psichiatria, tossicodipendenza, e sostegno ai minori vittime di maltrattamenti, per citarne solo alcune. La sua passione per il sociale non si è fermata al mondo della sanità; è stata anche una figura di spicco nell’associazionismo, ricoprendo ruoli significativi nel Lions Club Forlì Host e nell’associazione culturale Forlì Cambia.
Un impegno instancabile per i più fragili
Caterina Rondelli non era solo una professionista, ma una vera e propria forza della natura. Il suo coinvolgimento con la Casa Famiglia di Bertinoro dell’Associazione Emmanuel, un luogo di accoglienza per minori in difficoltà, ha segnato il percorso di vita di molti giovani. La sua generosità e dedizione hanno lasciato un impatto indelebile nelle vite di coloro che ha incontrato. “Caterina era una persona eccezionale, sempre pronta a tendere la mano a chi ne aveva bisogno”, ha affermato il sindaco Gian Luca Zattini. “La sua autorevolezza e la sua dinamicità sono state un faro per la comunità.”
Il ricordo di chi l’ha conosciuta è impregnato di ammirazione. Nel suo operato, Rondelli ha sempre cercato di promuovere progetti sociali e culturali, mostrando un’attenzione particolare per le categorie più vulnerabili. Le sue iniziative, finalizzate a migliorare la qualità della vita dei cittadini, hanno dimostrato una visione chiara e un impegno costante. La sua presenza nel Lions Club si è distinta per la capacità di creare legami e generare idee innovative, sempre orientate al bene comune.
Una vita di relazioni autentiche
Caterina non era solo un leader; era una persona che sapeva costruire relazioni genuine. Paola Casara, presidente dell’associazione culturale Forlì Cambia, la ricorda come un’amica preziosa, sempre pronta ad accogliere gli altri a braccia aperte. “La sua casa era un rifugio per tutti noi”, ha raccontato Casara con nostalgia. “Era dotata di una sensibilità unica, amava gli animali e ciò rifletteva il suo cuore grande.” Le cene organizzate a casa sua diventavano occasioni di condivisione e unione, un tratto distintivo della sua personalità solare.
Il suo ottimismo e la sua determinazione hanno ispirato molti. Anche di fronte alla malattia, ha mantenuto una forza d’animo che ha lasciato senza parole chi la conosceva. La sua capacità di affrontare anche le sfide più dure con un sorriso e uno spirito combattivo ha rappresentato un esempio per tutti. “La sua mancanza si farà sentire profondamente”, ha affermato Casara, “ma il suo lascito rimarrà vivo nei cuori di chi ha avuto il privilegio di conoscerla.”
Un percorso di vita ricco di significato
Nata a Milano nel 1953, Rondelli si trasferì in Romagna nel 1969, diventando una cittadina forlivese dal 2008. La sua carriera accademica la portò a laurearsi in Filosofia all’Università di Bologna nel 1975, per poi iniziare la sua professione di psicologa nel 1976. La sua formazione si è arricchita attraverso importanti scuole di psicoterapia, rendendola una professionista esperta nel suo campo. Iscritta all’Albo degli psicologi e psicoterapeuti dell’Emilia Romagna sin dalla sua istituzione nel 1989, la sua carriera all’Ausl di Forlì ha segnato un’epoca.
Caterina Rondelli ha lasciato un segno indelebile nella sua comunità, non solo per il suo operato professionale, ma anche per la passione e l’umanità con cui ha affrontato ogni sfida. La sua vita è stata un esempio di dedizione al servizio degli altri, un impegno che continuerà a ispirare generazioni future. La sua memoria sarà custodita da chi ha avuto l’onore di incrociare il suo cammino.

