Chiusura delle scuole a Forlì: l’opposizione accusa, “una decisione già presa in segreto”

Chiusura delle scuole a Forlì: l’opposizione accusa, “una decisione già presa in segreto”

La chiusura delle scuole elementari “Manzoni” e dell’infanzia “Cerini” di via Baccarini, al Foro Boario, non è frutto di una valutazione recente, ma di una decisione premeditata, presa mesi fa e mascherata da consultazioni fittizie. Questa è la denuncia che arriva dall’opposizione, unita e compatta, composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Avs e Rinnoviamo Forlì. Le famiglie, spaventate, si stanno già allontanando da queste istituzioni, con un calo delle iscrizioni del 10% per l’istituto comprensivo 4.

Decisioni imposte e famiglie spaventate

Il piano di dismissione delle due scuole coinvolge anche un trasferimento forzato degli studenti. I piccoli della “Manzoni” saranno trasferiti nella Dante Alighieri, mentre i bambini della “Cerini” si sposteranno nella nuova scuola media Maroncelli. Questo trasferimento è parte di un processo più ampio di dimensionamento scolastico che ha colpito l’IC4, costretto a incorporare l’IC9, un istituto più piccolo, senza però chiudere alcun plesso.

Le misure drastiche di razionalizzazione non fanno altro che generare incertezze tra le famiglie, come conferma l’opposizione: “Le famiglie hanno paura”, afferma Alessandro Gasperini, capogruppo del PD. “Le decisioni erano già state prese, mentre noi ci vediamo negare la possibilità di discutere in Consiglio comunale su un tema così cruciale”. La censura istituzionale si fa sentire, secondo l’opposizione, che ha già inoltrato una diffida al Presidente del Consiglio comunale e ha informato il prefetto per violazione delle leggi locali.

Le prove di un piano già tracciato

La documentazione ottenuta attraverso l’accesso agli atti parla chiaro: la delibera di giunta dell’11 dicembre 2025 segna l’ufficializzazione della chiusura della “Manzoni” e dell’inserimento della “Cerini” nella nuova scuola media. Un cambiamento già finanziato, come dimostra il bilancio che allocava 800 mila euro per adeguare la Maroncelli. Gasperini sottolinea l’assurdità pedagogica di unire alunni così giovani con ragazzi di 14 anni, mentre gli spazi per i laboratori nella scuola media vengono ridotti.

L’opposizione riassume la situazione: solo a ottobre si è tenuta una riunione per discutere di queste decisioni già definite. Le rassicurazioni dell’assessora Casara sono solo fumo negli occhi. E non finisce qui. La fusione tra IC4 e IC9, voluta dal commissario governativo De Palma, viene vista come un’operazione disastrosa, capace di annullare il principio di prossimità educativa.

Un futuro incerto per i docenti

Loretta Poggi, consigliera del PD, avverte che il cambiamento avrà implicazioni occupazionali significative per i docenti a tempo determinato, con i progetti legati all’IC9 destinati a finire in fondo alle nuove graduatorie. La gestione di questo delicato passaggio non è solo un problema di numeri, ma incide profondamente sul futuro di insegnanti e studenti.

Il dibattito sulle scuole è stato continuamente rimandato. Dopo una serie di consigli comunali dedicati ad altri temi, l’ordine del giorno sui tagli alla scuola è stato ignorato. La maggioranza, facendo mancare il numero legale, ha ostacolato la discussione. E nel prossimo consiglio, dedicato alla candidatura a capitale della cultura, l’argomento sarà nuovamente accantonato.

L’opposizione non si ferma e denuncia un grave abuso di potere: “Per questa maggioranza, il Consiglio comunale è un orpello inutile. I temi scomodi vengono aggirati, le regole ignorate”, tuona Eros Brunelli del Movimento 5 Stelle. La battaglia per le scuole di Forlì è solo all’inizio, ma già si intravede una netta divisione tra un’amministrazione che decide in segreto e una comunità che chiede trasparenza e rispetto.

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