Un grido d’allarme risuona forte in Romagna: le malattie professionali sono in aumento, e il 2025 si preannuncia come un anno critico, con un picco di 1.513 denunce previsto. I dati Inail, analizzati dall’osservatorio Cisl Romagna, evidenziano una tendenza preoccupante che si è consolidata dal 2022, rendendo la situazione attuale insostenibile.
**Un trend inarrestabile**
La Romagna si trova di fronte a una sfida drammatica per la salute dei lavoratori. Durante la masterclass “Sicurezza: memoria, responsabilità, partecipazione”, tenutasi al Grand Hotel Mattei di Ravenna, esponenti chiave del sindacato hanno messo in luce l’emergenza. Francesco Marinelli, Segretario Generale Cisl Romagna, ha sottolineato che la provincia di Forlì-Cesena è la più colpita, con numeri che superano quelli di altre aree della regione.
Nel 2022, Forlì-Cesena ha registrato 1.136 denunce di malattie professionali, cifra che è aumentata a 1.370 nel 2024 e che si prevede raggiunga 1.513 nel 2025, con un incremento del 10,44%. Questo aumento è alimentato principalmente dai settori industriali e dei servizi, evidenziando una crescita quasi ininterrotta. La media dell’Emilia-Romagna si ferma a un preoccupante +7,46%, ma la Romagna, con i suoi dati allarmanti, segna una differenza netta.
**Il costo della sicurezza**
Per Cisl Romagna, l’unico modo per affrontare questa crisi è attraverso un modello di partecipazione attiva dei lavoratori. Non si tratta di una semplice consultazione, ma di un coinvolgimento diretto nell’organizzazione del lavoro. I lavoratori, che affrontano quotidianamente i rischi, devono diventare i protagonisti della contrattazione aziendale. La sicurezza non può essere vista come un costo da ridurre, ma deve trasformarsi in un processo condiviso. È fondamentale che i lavoratori possano segnalare le criticità e proporre soluzioni.
Marinelli ha messo in evidenza come l’aumento delle denunce di malattia professionale non sia solo un dato statistico. Essa rappresenta la sofferenza crescente nei luoghi di lavoro. Le persone si ammalano a causa delle loro attività lavorative, e ciò porta a un malessere diffuso che non può essere ignorato. Un cambiamento è necessario, richiedendo più investimenti nella prevenzione, formazione continua e controlli più efficaci. È tempo di un cambiamento culturale profondo.
**Un quadro allarmante di infortuni**
A questa preoccupante crescita delle malattie professionali si aggiungono i dati sugli infortuni sul lavoro. Le statistiche Inail per il 2025 confermano che la sicurezza sul lavoro in Romagna è una priorità urgente. Le denunce di infortunio a Forlì-Cesena ammontano a 7.236, in aumento rispetto all’anno precedente; a Ravenna si registrano 7.052 denunce, mentre a Rimini si attestano a 5.190, sostanzialmente stabili. Questi dati, insieme all’aumento delle malattie professionali, delineano un quadro di forte pressione sui luoghi di lavoro.
Marinelli insiste sul fatto che il tema della sicurezza deve diventare centrale nelle politiche aziendali. È fondamentale ascoltare e coinvolgere i lavoratori nelle scelte organizzative. Chi lavora conosce i rischi quotidiani meglio di chiunque altro e deve avere voce in capitolo. La salute non è un costo da comprimere, ma un diritto fondamentale. Cisl Romagna continuerà a incalzare le imprese e le istituzioni con determinazione, per garantire che il rischio non si trasformi in malattia.

