La situazione nelle stazioni di servizio di Forlì è diventata insostenibile. L’allerta carburante è scattata e ora si vive una vera e propria psicosi da pieno. Le prime pompe a secco si registrano in viale 2 Giugno, dove il gasolio è già sparito. Un fenomeno che va ben oltre le mere speculazioni e che ha messo in ginocchio la logistica dei distributori.
L’emergenza è palpabile. Nicola Catania, presidente Faib Confesercenti Forlì e gestore dell’impianto Eni, evidenzia la gravità della situazione. La sua stazione ha esaurito le scorte di gasolio già da lunedì mattina, un buco nelle forniture che ha costretto a cancellare ordini programmati. Catania denuncia un inefficienza logistica preoccupante, con ordini ridotti ad una miseria e molti colleghi, anche a Ravenna, nella stessa drammatica condizione.
In questo contesto, le stazioni Eni si trovano in prima linea. I prezzi competitivi hanno attirato un numero crescente di automobilisti, creando una corsa disperata per accaparrarsi l’ultimo litro disponibile. Andrea Saragoni, della stazione Eni di via Castel Latino, conferma l’assalto: “Siamo i più economici, e di conseguenza diventiamo il bersaglio di chi cerca il miglior prezzo”. Ma questo approccio ha un costo: la frenesia dei consumatori sta svuotando i serbatoi.
La crisi non è solo una questione di scorte, ma di paura collettiva. Fausto Lambruschi, esperto del settore con cinquant’anni di carriera, parla di un fenomeno di speculazione che alimenta il caos. Sebbene vi siano scorte sufficienti per i prossimi mesi, la vera crisi si prevede per giugno o luglio, se i conflitti attuali non si risolvono. Tuttavia, il timore di una mancanza di carburante ha spinto gli automobilisti a rifornirsi in anticipo, svuotando le giacenze in un tempo record.
La situazione è aggravata dall’andamento dei prezzi, che continuano a salire, sfiorando o superando i 2 euro al litro. Per i professionisti, come i camionisti, l’impatto è devastante. Il rincaro della benzina incide pesantemente sui costi operativi, creando un’ulteriore pressione su un settore già in difficoltà. A Forlì, il fenomeno dei distributori “a secco” è ancora limitato, ma i gestori avvertono che la psicosi da pieno potrebbe espandersi, portando a un collasso totale delle forniture.
In questo clima di incertezza, i consumatori si trovano a fronteggiare una situazione critica. I cartelli “benzina esaurita” potrebbero diventare una vista comune, mentre i distributori lottano per mantenere le scorte in un mercato che sembra fuori controllo. La logistica è in tilt e le soluzioni tardano ad arrivare. L’inefficienza dei rifornimenti e la crescente domanda stanno trasformando la crisi del carburante da una paura teorica a una realtà concreta, e le conseguenze si faranno sentire su larga scala nei prossimi giorni.

