Il dibattito sull’Ex Eridania si intensifica. L’area di nidificazione conosciuta come “garzaia”, frutto di un processo di rinaturalizzazione durato cinquant’anni dopo la chiusura dello zuccherificio, è al centro di una controversia che mette in luce le reali intenzioni dell’Amministrazione comunale. Le associazioni ambientaliste Wwf, Lac e Animal Liberation rivelano documenti che indicano chiaramente la volontà del Comune di eliminare la garzaia, un atto che è stato temporaneamente fermato grazie a un ricorso al Tar.
Piani di distruzione rivelati
Le dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente, Giuseppe Petetta, si scontrano con i fatti. Le associazioni ambientaliste ribadiscono come l’intenzione di distruggere l’area di nidificazione fosse evidente. Nei documenti ufficiali, in più occasioni, viene menzionato l’uso di “dissuasori”. Un passaggio cruciale è contenuto nel capitolato di appalto, dove si legge testualmente: “Dissuasori: fornire e installare dissuasori, al fine di prevenire la formazione di una nuova garzaia”. Questo linguaggio non lascia spazio a interpretazioni: il Comune ha pianificato di allontanare gli uccelli da un’area ormai consolidata come habitat naturale.
In aggiunta, il capitolato prevede “il diradamento basso della zona interessata dalla garzaia, con abbattimento delle alberature spontanee e potatura di esbosco”. Questi interventi erano parte integrante di un appalto da circa 150.000 euro, evidenziando così l’intento chiaro dell’Amministrazione: abbattere il bosco, risultato di un processo di rinaturalizzazione durato decenni.
Interventi tempestivi delle associazioni
Le associazioni ecologiste non sono rimaste a guardare. Hanno presentato esposti e ricorsi al TAR non appena i lavori a rischio per la garzaia sono iniziati, chiedendo una sospensione immediata. Questo intervento ha costretto l’Amministrazione a ritirare i dissuasori e a fermare il taglio degli alberi spontanei. È una vittoria per la protezione della biodiversità, ma la questione rimane aperta.
Le associazioni non si fermano qui. Chiedono all’assessore Petetta di fornire prove concrete riguardo agli atti che dimostrerebbero l’assenza di un piano distruttivo nei confronti del bosco e della garzaia. La comunità attende risposte, mentre la tensione tra le esigenze di sviluppo urbano e la salvaguardia dell’ambiente si fa sempre più palpabile.
La situazione all’Ex Eridania è un campanello d’allarme. Il destino di un ecosistema fragile è in gioco, e la trasparenza delle intenzioni pubbliche è fondamentale. L’attenzione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste si fa necessaria per garantire che simili episodi non si ripetano, salvaguardando la biodiversità e il patrimonio ambientale della zona.

