Il consiglio di amministrazione di Ferretti ha preso una posizione chiara nei confronti dell’Opa parziale proposta da Kkcg Maritime, la società controllata dal miliardario ceco Karel Komàrek, attualmente in possesso del 14,5% delle azioni. L’offerta mira ad acquisire fino al 29,9% della storica azienda forlivese attiva nel settore degli yacht, con sede in via Ansaldo a Villa Selva. Tuttavia, il Cda non ha esitato a definire l’offerta come “non equa e ragionevole” per gli azionisti indipendenti.
Il Cda ha emesso una nota in cui esprime chiaramente la sua posizione, raccomandando agli azionisti di non aderire all’offerta. Secondo il consiglio, il corrispettivo proposto non è congruo dal punto di vista finanziario e non rispecchia il reale valore dell’azienda. Questa raccomandazione si basa anche sul parere dell’“Independent Board Committee”, che ha condiviso le stesse preoccupazioni riguardo la congruità dell’offerta.
La riunione del consiglio di amministrazione di Ferretti, avvenuta ieri, ha visto l’astensione di Piero Ferrari e Alberto Galassi, mentre Stefano Domenicali era assente giustificato. Prima di questo incontro, il comitato indipendente, composto interamente da membri non esecutivi, ha redatto una lettera contenente la raccomandazione agli azionisti, supportata dalla consulenza di Altus Capital Limited.
La lettera ha fornito una valutazione dettagliata sull’offerta, indicando che il prezzo di Euro 3,50 per ciascuna azione ordinaria di Ferretti non è in linea con le attese del mercato. Inoltre, il Cda ha esaminato le implicazioni che l’accettazione dell’offerta avrebbe sui dipendenti e sull’ubicazione dei siti produttivi, giungendo alla conclusione che l’offerta non sarebbe vantaggiosa per gli interessi di Ferretti.
La situazione attorno ai titoli di Ferretti è in fermento, con diverse parti interessate a ridefinire gli equilibri interni dell’azienda. Oltre a Kkcg Maritime e ai suoi tentativi di espansione, è presente un altro attore significativo: il Weichai Group, che dal 2012 detiene la maggioranza delle azioni con un investimento totale di 470 milioni di euro e attualmente controlla il 39,2% delle azioni. Accanto a loro, il finanziere americano Sardar Biglari ha recentemente aumentato la sua partecipazione, arrivando al 3,4%, mentre il miliardario kuwaitiano Bader Nasser Al-Kharafi ha acquisito il 3% a gennaio.
Nel contesto competitivo di Ferretti, emergono anche figure italiane come Danilo Iervolino, con il 5,2% delle azioni, e Piero Ferrari, che detiene il 4,6%. Questi cambiamenti nel panorama azionario potrebbero influenzare le decisioni future legate alla governance dell’azienda e al suo posizionamento sul mercato.
La tensione attorno alla questione è palpabile. La bocciatura dell’Opa da parte del Cda di Ferretti non è solo una questione di numeri, ma un segnale forte e chiaro: gli azionisti indipendenti meritano un trattamento equo e giustificato. L’attenzione ora si sposta su come reagiranno gli investitori e quale sarà la risposta di Kkcg Maritime a questo rifiuto.

