La terza edizione del Festival In–Visibile ha raggiunto un traguardo senza precedenti, coinvolgendo oltre 7.000 persone. Un evento che ha dimostrato la potenza della collaborazione tra istituzioni, scuole e associazioni culturali, trasformando la Fabbrica delle Candele in un centro pulsante di creatività e partecipazione.
Un progetto che ha radici profonde nella filosofia educativa di Gianni Rodari e che si è arricchito grazie alla connessione con la scrittura di Italo Calvino. La parola chiave per l’edizione di quest’anno, “In–Visibile”, ha guidato un percorso che ha visto protagonisti più di 2.300 studenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di Forlì. Tre giorni di eventi, laboratori e spettacoli che hanno dato vita a un’esperienza collettiva unica, culminando in un’affluenza record.
Nei mesi precedenti, gli studenti sono stati protagonisti di un intenso lavoro di laboratorio, spaziando tra teatro, musica, cinema, arti visive e scrittura creativa. Hanno trasformato l’invisibile — un universo di idee e emozioni — in esperienze concrete. Il Festival ha rappresentato il momento conclusivo di questo percorso, con spettacoli e performance che hanno coinvolto un pubblico variegato, arricchendo la città di energia e creatività.
L’anteprima del 24 marzo ha segnato un momento particolarmente significativo, con la fotografa Silvia Camporesi che ha guidato una riflessione sul linguaggio visivo e sul valore dello sguardo. L’assessora Paola Casara ha sottolineato la crescita continua del Festival, evidenziando come la partecipazione di oltre 2.300 studenti e le più di 7.000 presenze dimostrino la forza di un progetto condiviso. L’esperienza formativa e culturale che il Festival offre si conferma di grande importanza per l’intera comunità.
Un modello di collaborazione che ha reso possibile questo successo è stato messo in campo da amministrazione, scuole e associazioni culturali. Rossella Ibba, dirigente delle Politiche per l’Educazione e per i Giovani del Comune, ha evidenziato come il lavoro di rete abbia creato un programma inclusivo e partecipato in tutta la città. La sinergia tra le diverse realtà ha dato vita a un’esperienza concreta e continuativa, valorizzando le potenzialità educative locali.
Il percorso laboratoriale ha guidato studenti e docenti nella scoperta di linguaggi espressivi diversi. “La parola ‘in-visibile’ ha stimolato la fantasia, trasformandosi in arte e cultura”, ha affermato Francesca Fantini, coordinatrice del progetto. Durante il Festival, questo processo creativo è stato reso tangibile, dimostrando come l’immaginazione possa generare un impatto reale sulla comunità. La partecipazione attiva di studenti, docenti e cittadini ha riempito Forlì di un’energia nuova e di un senso di appartenenza.
L’evento ha visto la collaborazione di numerose realtà locali, da Di scena in scena a Cosascuola, da Teatro Testori – Elsinor a Accademia InArte, fino a molte altre associazioni culturali. Un’alleanza che ha reso possibile una manifestazione di grande valore e inclusività.
Il Festival Rodari si è quindi affermato come un appuntamento imprescindibile per la comunità educante e culturale di Forlì, proiettando lo sguardo verso una quarta edizione che promette di continuare a trasformare la fantasia in realtà.

