Alberto Zattini, direttore di Ascom-Confcommercio Forlì, alza la voce e mette in chiaro la sua posizione sulla candidatura di Forlì a Capitale della Cultura 2028. La sua affermazione è netta: “Basta insistere sul tandem Forlì-Cesena”. Una provocazione che scaturisce da una preoccupazione concreta: un’unica città deve emergere per rappresentare questo prestigioso titolo.
Zattini non si tira indietro e sottolinea l’importanza di una candidatura singola. “Riteniamo sbagliato continuare con questa doppia proposta. La Capitale della Cultura deve avere un solo volto, una sola identità. Insistere su un binomio è una strategia rischiosa”, afferma con determinazione. Non è solo una questione di opportunità, ma di correttezza nei confronti della competizione. La storia parla chiaro: nel passato, le candidature hanno sempre premiato una sola città, e Forlì non può permettersi di essere vista come una semplice appendice di Cesena.
Le parole di Zattini risuonano come un campanello d’allarme. “Se accadesse che Forlì e Cesena vincessero insieme, chi ci garantisce che il secondo classificato non solleverebbe contestazioni? È un rischio che non possiamo correre”, ribadisce. Da sempre, Confcommercio ha sostenuto la candidatura di Forlì come un evento straordinario, sottolineando la necessità di un approccio univoco. La competizione culturale è serrata e ogni errore può costare caro.
Sottolineando la determinazione di Forlì, Zattini lancia un chiaro avvertimento. “Cesena ha cercato di affiancarsi a noi, ma ora è giunto il momento di porre un freno a questa corsa. Dobbiamo rispettare le regole del gioco e non perdere di vista l’obiettivo finale. Non possiamo permetterci passi falsi. La candidatura deve essere esclusivamente di Forlì”, afferma con fermezza. È un appello a mantenere la lucidità e a evitare di dare il fianco a critiche future.
La questione non è banale, e il rischio di una divisione delle forze è tangibile. Zattini invita a riflettere: “Dobbiamo essere chiari fin da ora, per non rimpiangere le scelte fatte in un momento successivo”. È un monito che va oltre la semplice rivalità tra le due città, tocca i nervi di un’intera comunità che aspira a un riconoscimento di grande valore. La candidatura a Capitale della Cultura non è solo un titolo, ma una vetrina per l’identità, la storia e le potenzialità di un territorio.
Zattini, con una posizione ferma e decisa, si fa portavoce di un sentimento condiviso da molti. La necessità di un’unità di intenti è cruciale per non compromettere le chance di successo. “Non possiamo permettere ai concorrenti di contestare una futura vittoria di Forlì. La nostra proposta deve essere chiara e forte”, afferma. La città ha tutte le carte in regola per emergere e deve mostrare al mondo la propria unicità.
In conclusione, l’appello di Zattini non è solo una questione di strategia, ma un invito a riflettere su ciò che rappresenta Forlì e sul suo potenziale. La strada è tracciata: la candidatura deve essere unitaria, senza ambiguità. Una città, una cultura, una vittoria.

