Forlì: i tesori alluvionati in viaggio verso Roma, un accordo che segna il futuro del patrimonio culturale

Forlì: i tesori alluvionati in viaggio verso Roma, un accordo che segna il futuro del patrimonio culturale

Un accordo di grande rilevanza è stato siglato tra il Comune di Forlì e l’Istituto centrale per il restauro di Roma. In una mossa che si preannuncia cruciale per la conservazione del patrimonio culturale, l’istituzione romana si impegna a restaurare, a proprie spese, le opere danneggiate dalle recenti alluvioni. Il vicesindaco Vincenzo Bongiorno non ha esitato a sottolineare l’importanza di questa intesa, evidenziando il valore della collaborazione tra le due entità.

Il progetto avviato non è solo una questione di recupero materiale. Si tratta di un percorso di valorizzazione del patrimonio storico-culturale di Forlì, che prevede un approccio interdisciplinare. L’Istituto centrale per il restauro, considerato un’eccellenza nel campo della conservazione a livello mondiale, porterà avanti operazioni di restauro e conservazione, con particolare attenzione ai beni colpiti dall’alluvione. È stato garantito anche il supporto logistico, con la messa a disposizione di spazi, personale specializzato e attrezzature necessarie.

Nell’ambito di questo accordo, cinque opere d’arte in gesso, custodite nella Gipsoteca comunale di Forlì, saranno trasferite a Roma per il restauro. Questi preziosi manufatti, originariamente collocati a Palazzo del Merenda, includono busti storici e sculture di notevole importanza. Tra i lavori selezionati per il restauro ci sono il Busto di Mecenate, una replica della scultura romana di un influente consigliere di Augusto, e il Volto di Guidarello Guidarelli, che rappresenta un famoso cavaliere di ventura al servizio di Cesare Borgia.

La Gipsoteca comunale, che risale al 1922, racchiude una collezione di calchi di sculture classiche e medievali, busti di personalità illustri forlivesi e opere di epoche più recenti. Tuttavia, il recente disastro naturale ha costretto le autorità a prendere misure urgenti per salvaguardare queste opere. Le opere in partenza per Roma erano state riposte in un deposito di via Asiago, il quale è stato gravemente danneggiato dall’alluvione del maggio 2023.

Questo accordo segna un passo significativo per Forlì, non solo per il recupero delle opere danneggiate, ma anche per la promozione di un impegno collettivo nella salvaguardia del patrimonio culturale. Le istituzioni locali, rappresentate da figure come il dirigente Stefano Benetti e la funzionaria scientifica dei Musei Civici, Lorenza Montanari, hanno lavorato instancabilmente per rendere possibile questa iniziativa. La loro dedizione al servizio culturale è un chiaro segnale della volontà di non lasciare che il patrimonio storico cada nell’oblio.

Il restauro delle cinque opere non è solo una questione di ripristino, ma rappresenta un’opportunità per rivitalizzare e rinvigorire la storia culturale di Forlì. L’interesse manifestato dall’Istituto centrale per il restauro è un riconoscimento del valore artistico e storico di questi beni, e la loro successiva valorizzazione potrebbe anche stimolare un rinnovato interesse verso il patrimonio locale da parte della comunità e dei turisti.

In un contesto in cui il patrimonio culturale è sempre più minacciato da eventi naturali e dall’incuria, l’accordo tra Forlì e Roma svela una nuova dimensione del restauro: una sinergia tra istituzioni che mira non solo al recupero ma anche alla formazione e alla sensibilizzazione. Le azioni che seguiranno questo accordo potrebbero avere un impatto duraturo, non solo per la città di Forlì, ma anche per il panorama culturale italiano più ampio.

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