Genitori sul piede di guerra: “Il Comune abbandona le nostre comunità”

Genitori sul piede di guerra: “Il Comune abbandona le nostre comunità”

Le associazioni dei genitori dell’Istituto comprensivo 9 di Forlì esprimono una forte delusione dopo l’assemblea comunale di giovedì, durante la quale è stato discusso l’accorpamento con l’Istituto comprensivo 4. Il loro disappunto non si limita alla decisione di unire le scuole, ma si estende all’atteggiamento passivo del Comune. Secondo i genitori, l’amministrazione ha fallito nel difendere le comunità locali, ignorando la richiesta di una posizione chiara e netta riguardo a questa controversa operazione.

Le associazioni hanno redatto una lettera in cui esprimono l’amarezza per la mancanza di sostegno da parte dell’amministrazione comunale. “Quello che ci ferisce di più non è solo l’accorpamento, ma l’assenza di una presa di posizione chiara. Ci aspettavamo che il Comune si schierasse dalla nostra parte,” affermano. Nonostante le sollecitazioni ripetute per avere chiarimenti, l’amministrazione ha mantenuto un silenzio imbarazzante su una questione di grande rilevanza: è favorevole o contraria a questa fusione?

La frustrazione dei genitori è palpabile. “Ci sentiamo non rappresentati e trascurati. Le scelte riguardanti il diritto all’istruzione non possono essere imposte senza un dialogo aperto e costruttivo,” continuano le associazioni. L’assemblea, che avrebbe dovuto essere un momento di confronto, si è trasformata in un’ulteriore fonte di malcontento. I genitori avrebbero voluto che l’amministrazione si opponesse a questa decisione calata dall’alto, chiedendo almeno una sospensione per permettere una transizione più armoniosa.

Le dichiarazioni del dirigente Foti dell’Ufficio scolastico, in merito agli eventi alluvionali che hanno colpito Forlì nel 2023 e nel 2024, hanno ulteriormente alimentato il malcontento. “Sentire insinuare che le famiglie vogliano allontanarsi dalle zone colpite, è inaccettabile,” si legge nella lettera. “Non è una questione di scelta, ma di costrizione. Le famiglie sono costrette a lasciare le loro case, mentre le istituzioni, con le loro scelte e i loro silenzi, contribuiscono allo spopolamento di aree già fragili.”

L’accorpamento degli istituti scolastici in territori che stanno ancora cercando di risollevarsi dopo le alluvioni viene descritto come un atto che supera il confine della mera burocrazia. “Non è solo un problema amministrativo. È un attacco alla coesione sociale,” affermano con fermezza. I genitori chiedono al Comune di rivedere la propria posizione, di abbandonare l’ambiguità e di agire concretamente per tutelare le esigenze delle famiglie.

Le associazioni non intendono fermarsi. “Non ci fermeremo. Continueremo a lottare per la nostra scuola e per la dignità del nostro territorio,” promettono, sostenuti da una comunità che dimostra di avere a cuore le sorti dell’istruzione e del futuro dei più giovani. “Non accetteremo di essere invisibili agli occhi di chi dovrebbe proteggerci.”

La battaglia dei genitori per la salvaguardia delle proprie comunità è solo all’inizio. La tensione cresce e le richieste di un intervento deciso da parte del Comune si fanno sempre più pressanti. I genitori non intendono retrocedere. La loro voce deve essere ascoltata, la loro determinazione è incrollabile.

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