In un’intervista per la trasmissione Quarto Grado, condotta da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, Daniela Ferrari ha preso una posizione netta e decisa a favore di suo figlio, Andrea Sempio, già assolto in precedenti fasi del processo. La madre non ha esitato a difendere la sua innocenza con argomenti che sfidano le evidenze finora emerse.
Un alibi solido
“Mio figlio è uscito alle 10 meno 10 ed è tornato prima di mezzogiorno. Indossava gli stessi vestiti, senza alcun segno di colpa”, ha affermato Ferrari, sostenendo la versione della famiglia fin dall’inizio delle indagini. Le sue parole non lasciano spazio a dubbi. Secondo la madre, Andrea non sarebbe mai potuto essere un omicida, e questa affermazione si basa non solo sulla sua testimonianza, ma anche sulla condotta del giovane.
Durante l’intervista, Ferrari ha affrontato i cosiddetti “soliloqui” di Sempio, registrati tramite intercettazioni ambientali nell’auto. La madre ha respinto l’idea che possano essere considerati confessioni o ammissioni di colpa. “Non c’è nulla di incriminante in quelle parole”, ha dichiarato, esprimendo la propria frustrazione per un’interpretazione che considera fuorviante.
Una battaglia contro il pregiudizio
La madre di Andrea ha anche criticato alcuni aspetti del dibattito pubblico, come le presunte impronte di scarpe che si sarebbero ricollegate al figlio. “Andrea non ha mai posseduto scarpe Frau”, ha affermato con fermezza, evidenziando la superficialità con cui certi dettagli sono stati trattati. Ha confessato, inoltre, di non aver nemmeno avuto modo di esaminare in modo approfondito i documenti delle nuove indagini, alimentando ulteriormente il suo scetticismo verso il processo.
Ferrari ha voluto far sentire il peso della pressione mediatica e la sofferenza personale che la sua famiglia sta vivendo da oltre un anno e mezzo. Insulti, lettere anonime e la continua presenza di giornalisti davanti alla sua casa hanno trasformato la vita quotidiana in un incubo. “Neanche la morte mi fa più paura”, ha dichiarato, rivelando quanto questa situazione abbia influito sulla serenità della sua famiglia.
Non è mancato un riferimento al famoso scontrino del parcheggio di Vigevano, considerato uno degli elementi chiave per l’alibi di Andrea. “L’ha fatto lui, perché quella mattina mi disse che sarebbe andato a Vigevano”, ha ribadito, rivelando un dettaglio che potrebbe rivelarsi cruciale per la difesa del figlio.
Nuove prospettive sul caso
Per la prima volta, Daniela Ferrari ha aperto a un’ipotesi inquietante: Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, potrebbe non essere il vero colpevole. Questa affermazione segna una svolta nella narrazione del caso, suggerendo che la verità potrebbe essere ben più complessa di quanto finora ipotizzato.
Infine, la madre ha rivelato di aver scritto in passato due lettere ad Alberto Stasi mentre si trovava in carcere. “Erano lettere di sfogo, dopo le accuse rivolte a mio figlio. Se tornassi indietro, le riscriverei”, ha concluso, lasciando trasparire un misto di rabbia e determinazione.
La vicenda di Andrea Sempio continua a sollevare interrogativi e polemiche. La madre è decisa a non cedere di fronte a un sistema che sembra ignorare la verità, e la sua battaglia per la giustizia è solo all’inizio.

