Il 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria 2026, Ferrara ha assistito a un momento di profonda riflessione e rispetto, grazie alla presenza del Rabbino capo della comunità ebraica di Ferrara e della Romagna, Luciano Caro. Una commemorazione che ha visto il sindaco Gian Luca Zattini al suo fianco, uniti nel rendere omaggio alle vittime della Shoah e delle atrocità vissute dal popolo ebraico.
### Un Luogo di Memoria
L’incontro si è tenuto in Corso Diaz, un luogo simbolico che custodisce la memoria di un dramma inaccettabile. Qui, un tempo, sorgeva l’Albergo Commercio, trasformato dai nazifascisti in un luogo di prigionia. Un angolo della nostra città che ricorda la reclusione di uomini e donne di fede e cultura ebraica durante la Seconda Guerra Mondiale. Da quel carcere provvisorio, le vittime furono trasferite a Fossoli prima di essere deportate nei campi di sterminio, come Auschwitz-Birkenau. La storia di questo luogo è una ferita aperta, un monito che non deve essere dimenticato.
### Riconoscimenti e Impegno
L’incontro ha visto la partecipazione di figure di spicco, tra cui Alfredo Boschini, Leonardo Gallozzi, e studiosi forlivesi come Paola Saiani, Paolo Poponessi e Maurizio Gioiello. Grazie alle loro ricerche, è stato possibile ricostruire le terribili vicende che hanno segnato il periodo tra il 1938 e il 1944, un’epoca buia per la comunità ebraica, ma anche per la storia di Forlì. Il sindaco Zattini ha colto l’occasione per esprimere la sua stima verso il rabbino Caro, sottolineando il suo impegno trentennale nel territorio, che nel 2022 gli ha valso la cittadinanza onoraria.
La memoria non è solo un dovere, è un atto di responsabilità. La presenza del sindaco e del rabbino è un chiaro segnale che la città non intende dimenticare. La commemorazione è un richiamo alla coscienza collettiva, un invito a non abbassare mai la guardia di fronte all’odio e all’intolleranza.
### La Storia Non Deve Ripetersi
La Shoah è un capitolo tragico della nostra storia che deve rimanere vivo nella memoria di tutti. Non è solo una questione di rispetto verso le vittime, ma anche una lezione per le generazioni future. In un mondo in cui l’antisemitismo e altre forme di discriminazione continuano a persistere, la necessità di eventi come il Giorno della Memoria diventa cruciale.
Le parole del sindaco Zattini e del rabbino Caro risuonano forti: la comunità deve unirsi nel ricordo e nella lotta contro ogni forma di odio. La storia non deve ripetersi e la memoria deve essere preservata. Non si tratta solo di commemorare, ma di agire, di educare e di promuovere una cultura di rispetto e inclusione.
Ferrara ha dimostrato, ancora una volta, di essere un bastione di memoria e di lotta contro l’oblio. Le parole pronunciate in questo giorno di commemorazione non devono essere solo un rito, ma un impegno concreto per costruire un futuro libero da discriminazioni e violenze. La memoria è il primo passo, l’azione è il secondo.

