Il 2025 si chiude con Forlì-Cesena tra le province più colpite da infortuni sul lavoro, e il 2026 inizia con un trend preoccupante. Maria Giorgini, segretaria generale della Cgil di Forlì-Cesena, rievoca la tragica esplosione della nave Elisabetta Montanari nel 1987, un evento che ha segnato profondamente la storia della sicurezza sul lavoro nella regione. La memoria delle 13 vittime, tra cui cinque oriundi di Bertinoro, è un richiamo alla responsabilità collettiva. La sicurezza sul lavoro è una questione che non può essere trascurata.
Numeri allarmanti caratterizzano la situazione attuale: nel 2025, si registrano 17 decessi sul lavoro in provincia, un incremento del 112,5% rispetto all’anno precedente. Le denunce di infortunio raggiungono 7.236, con un aumento del 6,1%. Un quadro che, sebbene drammatico, sembra solo il preludio a un 2026 ancora più critico.
Il nuovo anno si apre con un aumento del 17,5% delle denunce di infortunio, passando da 502 a 590 nel primo trimestre. Un dato che supera di gran lunga la media regionale, che segna un incremento del 6,9%. Gli infortuni colpiscono in particolare i lavoratori tra i 41 e i 65 anni, con una concentrazione nei settori industriale e dei servizi. La sanità, l’assistenza sociale, il commercio, il trasporto e la logistica, così come le costruzioni, si rivelano aree ad alto rischio. Se gli infortuni sono già gravi, le malattie professionali non lo sono da meno: nel 2026, 116 denunce di patologie legate a movimenti ripetitivi e movimentazione manuale dei carichi si registrano, aumentando il numero di lavoratori coinvolti da 70 a 77.
Giorgini sottolinea l’urgenza di un intervento immediato. La salute dei lavoratori è in gioco. Il tavolo provinciale sulla salute e sicurezza sul lavoro, attivato nel 2024, ha cercato di rafforzare il coordinamento tra istituzioni e organismi di controllo, ma i risultati sono ancora insoddisfacenti. Le procedure di segnalazione devono essere unificate e rese più efficaci. Le iniziative avviate, come la formazione sulla sicurezza nelle scuole secondarie, sono passi necessari, ma insufficienti.
La Cgil non si ferma qui. È fondamentale aumentare i controlli e investire nella prevenzione. Le filiere degli appalti e dei subappalti richiedono un’attenzione particolare. Un cambiamento radicale delle politiche sul lavoro è imprescindibile. La legislazione attuale va rivista, per garantire un lavoro stabile e sicuro. I lavoratori devono poter operare senza timori di ritorsioni quando segnalano rischi o irregolarità.
Il futuro dei lavoratori di Forlì-Cesena è in bilico. Le statistiche parlano chiaro, ma è la realtà di chi ogni giorno affronta rischi inaccettabili a doverci preoccupare. La memoria delle vittime di ieri deve servire da lezione per costruire un presente e un futuro più sicuri. La lotta per la sicurezza sul lavoro non può attendere.

