Nel laboratorio di Corso Mazzini 124, un processo di trasformazione sta prendendo piede: rottami di biciclette abbandonate vengono recuperati e riportati in vita. Questi mezzi, una volta rigenerati, saranno venduti come usato garantito, contribuendo così a una causa solidale.
L’amministrazione comunale di Forlì non si ferma. Mercoledì, la Polizia Locale ha portato a termine un’operazione decisiva nell’ambito del progetto “Riuso Bici”. Ventiquattro biciclette abbandonate, veri e propri rottami che deturpavano vari angoli della città, sono state rimosse. Questo intervento non è un fatto isolato, ma rappresenta la continuità di una strategia pensata per ridurre il degrado urbano e promuovere la mobilità sostenibile. Un obiettivo che si estende fino al 2026, mirando a trasformare ciò che sembra un rifiuto in una risorsa preziosa per la comunità.
Un progetto solido
Dal 2020, il progetto “Riuso Bici” si fonda su basi chiare. Il Regolamento di Polizia Urbana, in particolare l’articolo 31, stabilisce regole rigorose riguardanti la sosta e l’abbandono dei mezzi. A questo si aggiunge l’iniziativa “Maglia Rosa”, approvata dalla giunta comunale, che consente di devolvere i mezzi recuperati a un’associazione no-profit. Qui, nel laboratorio di Corso Mazzini 124, i rottami vengono non solo riparati, ma resi di nuovo idonei alla circolazione, creando un ciclo virtuoso che sostiene la comunità.
Il bilancio è chiaro: dal lancio del progetto, ben 785 velocipedi sono stati rimossi dalle strade di Forlì. Solo nel 2025, 143 mezzi sono stati recuperati, un numero significativo che dimostra l’efficacia di un’azione corale. Le segnalazioni dei cittadini sono state determinanti: 130 segnalazioni tramite la piattaforma Rilfedeur nell’ultimo anno hanno segnalato il problema e favorito gli interventi. Questo è un esempio lampante di come la partecipazione civica possa influenzare positivamente le politiche urbane.
Controlli costanti e puntuali
L’operato della Polizia Locale, coadiuvata dal servizio “Agile” di Fmi, si concentra nei punti critici della città. Piazzale Martiri d’Ungheria e le aree circostanti alla stazione ferroviaria sono sotto costante monitoraggio, così come il centro storico e le zone frequentate dagli studenti universitari. Anche i parchi cittadini non sfuggono a questi controlli. L’obiettivo non è solo ripulire le rastrelliere, ma promuovere una cultura del riuso, contrastando la mentalità dell’usa e getta.
La visione di Forlì è chiara: un ambiente urbano più pulito e vivibile, dove le risorse vengono valorizzate e il contributo dei cittadini è fondamentale. Questo progetto non è solo una questione di ordine pubblico, ma un passo verso una maggiore consapevolezza ecologica e una mobilità più intelligente. La città sta cambiando, e il recupero delle bici abbandonate è solo una parte di un disegno più ampio, che mira a costruire un futuro sostenibile.

