Legacoop lancia l’allerta: “Il piano idrogeologico frena investimenti per 500 milioni”

Legacoop lancia l’allerta: “Il piano idrogeologico frena investimenti per 500 milioni”

Legacoop Romagna si esprime con fermezza riguardo al recente Piano di Assetto Idrogeologico, avvisando che la sua attuazione potrebbe paralizzare gli investimenti nella regione. Questo nuovo impianto normativo, approvato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, introduce vincoli severi su tutti gli interventi nelle aree fluviali e montane. Legacoop evidenzia il rischio che la Romagna diventi “vetrificata”, incapace di affrontare le sfide economiche e sociali attuali.

La necessità di un aggiornamento normativo è chiara, specialmente dopo gli eventi alluvionali devastanti che hanno colpito la regione nel 2023 e 2024. Tuttavia, la nuova normativa rischia di generare rigidità tali da compromettere lo sviluppo economico. Legacoop sottolinea l’importanza di trovare un equilibrio tra la protezione del territorio e la qualità della vita dei romagnoli. Se il piano dovesse essere approvato nelle sue attuali forme, molte imprese vedrebbero bloccati i loro piani di sviluppo, con pesanti ripercussioni sull’occupazione e sulla capacità di attrarre nuovi investimenti.

L’associazione non si limita a teorie astratte. Presenta dati concreti: 360 cooperative di Legacoop Romagna, operanti in settori chiave come agroalimentare, costruzioni e logistica, potrebbero rinunciare a oltre 500 milioni di euro di investimenti previsti fino al 2031. Questa cifra rappresenta un colpo durissimo per l’economia locale, in un momento in cui la Romagna ha un disperato bisogno di ripresa.

In un contesto così critico, Legacoop chiede un’attenta revisione del piano. Si rende necessario distinguere tra le aree più colpite dall’alluvione e quelle che, pur avendo subito danni minori, potrebbero subire gli effetti delle nuove normative. L’estensione del piano ai bacini del Reno, Lamone e Savio coinvolge tutti i comuni romagnoli, creando una situazione di incertezza normativa che non fa distinzione tra chi ha subito danni e chi no.

Legacoop Romagna invita a un’analisi scrupolosa del testo, sia per quanto riguarda le normative proposte che per le integrazioni che potrebbero derivare. Ogni intervento deve essere valutato singolarmente, evitando un approccio omogeneo che penalizza aree e attività economiche. È essenziale che le istituzioni locali, dalla Regione Emilia-Romagna ai comuni, collaborino per garantire che le decisioni siano informate e che non ostacolino lo sviluppo.

L’appello di Legacoop si rivolge a tutte le entità coinvolte, inclusi parlamentari e membri del Governo. L’Autorità di Bacino è un organo che deve dialogare con tutti, ma la sua responsabilità principale è verso il Governo, il quale non può permettere che lo sviluppo di una regione vitale come la Romagna venga bloccato. La crescita economica della Romagna è cruciale per l’intero Paese e non può essere sacrificata a causa di normative inadeguate.

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