La direzione dell’istituto “Dino Amadori” di Meldola rompe il silenzio e respinge le pesanti accuse mosse dal sindacato Nursing Up. La denuncia riguardava una situazione critica per il personale infermieristico e incertezze sul futuro lavorativo. La risposta dell’Irst è chiara e diretta: il quadro descritto è una caricatura della realtà.
L’istituto sottolinea che non esiste alcuno “stato di abbandono” dei dipendenti. Queste affermazioni, secondo la direzione, non solo screditano l’istituto stesso, ma ledono anche l’immagine dei lavoratori che ogni giorno si dedicano con professionalità e responsabilità al loro compito di cura. L’Irst rivendica il suo impegno nel garantire condizioni di lavoro dignitose e nel rispetto delle normative contrattuali, in un contesto di assistenza di qualità.
**Contratti e relazioni sindacali**
L’Irst fa notare che le organizzazioni sindacali che partecipano al tavolo delle trattative non hanno mai sollevato le problematiche denunciate dal Nursing Up. I contratti di lavoro vigenti all’interno dell’istituto sono di primo livello e siglati con Cgil, Cisl e Uil. La direzione afferma che il dialogo con i sindacati è sempre stato improntato su correttezza e trasparenza.
Le affermazioni secondo cui l’istituto sarebbe colpevole di “abolire la vita privata” dei suoi dipendenti sono respinte con fermezza. I turni di lavoro sono sempre consultabili dai dipendenti, che possono richiedere documentazione in caso di modifiche. Un clima di cooperazione è testimoniato dal numero esiguo di ordini di servizio scritti emessi nell’ultimo triennio, tutti giustificati da urgenze non altrimenti gestibili. Le assenze improvvise sono state gestite in accordo con il personale, dimostrando una gestione responsabile e rispettosa delle esigenze dei lavoratori.
**Servizi e riorganizzazione**
L’Irst assicura che il servizio mensa è garantito a tutti i dipendenti. Il tema di un eventuale strumento sostitutivo è attualmente oggetto di discussione con le organizzazioni sindacali, in un’ottica di miglioramento delle condizioni lavorative. La direzione chiarisce che la composizione attuale del personale è frutto di un’attenta analisi delle attività e dei carichi di lavoro, affermando che nessun operatore è impiegato in compiti non coerenti con il proprio profilo professionale.
In merito all’inserimento di operatori socio-sanitari nell’area della farmacia oncologica, questo è parte di una riorganizzazione necessaria per rispondere alla crescente domanda di produzione di farmaci oncologici. Tale collocazione è avvenuta su base volontaria e ha permesso di valorizzare operatori con specifiche prescrizioni, dimostrando l’impegno dell’istituto nel gestire le risorse umane in modo strategico e responsabile.
L’Irst non si tira indietro di fronte alle critiche, ma risponde con determinazione e fermezza, ribadendo la propria dedizione alla qualità dell’assistenza e al benessere del personale. Le accuse di abbandono e malagestione non trovano fondamento nella realtà dei fatti, ma sembrano piuttosto il risultato di una distorsione dei dati e delle informazioni.

