Il caso delle morti sospette in ambulanza si complica. I carabinieri del Nas, specialisti in antisofisticazione e sanità, stanno esaminando un numero crescente di cartelle cliniche relative a pazienti deceduti, ampliando il campo d’indagine oltre i cinque casi già noti che coinvolgono Luca Spada, operatore della Croce Rossa. La situazione si fa sempre più inquietante, con l’ombra di un’ipotesi di omicidio plurimo premeditato.
Servizi di emergenza e trasporti secondari
Luca Spada, 27 anni, non si è limitato a operare nei trasporti secondari, ma ha prestato servizio anche nel 118, gestendo casi di emergenza. Questa duplice funzione solleva interrogativi sul numero di pazienti con cui ha avuto a che fare. Gli investigatori, infatti, stanno esaminando cartelle cliniche di ulteriori vittime, in un contesto dove la rapidità degli eventi è allarmante. In un caso, un paziente è peggiorato in modo critico a soli 500 metri dalla partenza dell’ambulanza.
Secondo le indagini condotte dal procuratore Enrico Cieri e dal pm Andrea Marchini, i decessi avrebbero potuto essere causati da sostanze tossiche o da un’iniezione d’aria, provocando embolie gassose. Le circostanze attorno ai decessi sono inquietanti: in tutti i casi, la chiamata al medico del 118 è avvenuta solo dopo un rapido deterioramento della salute dei pazienti, alcuni dei quali sono deceduti mentre erano ancora a bordo dell’ambulanza.
Il profilo delle vittime
Tra le prime famiglie a costituirsi parte civile ci sono i familiari di Vittorio Benini, un uomo di 84 anni deceduto il 13 ottobre dopo una crisi cardiaca durante un trasporto in ambulanza. Poche settimane dopo, un’altra vittima, Deanna Mambelli, un’85enne, ha perso la vita il 25 novembre per arresto cardio-circolatorio durante un viaggio tra strutture sanitarie. Entrambi i casi hanno portato a una serie di analisi post-mortem, con inchieste già in fase avanzata quando è scattato il blocco dei corpi per ulteriori accertamenti.
La difesa di Spada si affida a un quadro sanitario compromesso delle vittime, sostenendo che si trattasse di pazienti già gravemente malati. Tuttavia, le famiglie delle vittime contestano questa narrazione, affermando che i loro cari erano in condizioni stabili, tanto da essere trasferiti da una struttura all’altra.
Un’ulteriore angolazione dell’inchiesta riguarda un presunto legame tra Spada e un’agenzia di pompe funebri. Sebbene inizialmente si fosse ipotizzato un contratto di lavoro, l’agenzia ha smentito ogni rapporto lavorativo, parlando di un’amicizia tra famiglie. La verità di questa affermazione rimane da chiarire.
Sequestri e analisi
In aggiunta, le autorità hanno sequestrato strumentazione medica, inclusi siringhe e cateteri, in un’operazione che potrebbe rivelarsi cruciale per ricostruire la dinamica degli eventi. Spada ha tentato di difendersi, spiegando che tali dispositivi erano stati abbandonati nel cestino dell’ambulanza, utilizzata da più operatori e svuotata solo sporadicamente.
Dopo aver preso un congedo nel 2025 e successivamente sospeso dalla Croce Rossa, la situazione di Spada si fa sempre più critica. La sospensione è stata una misura necessaria per prevenire ulteriori potenziali reati. La Croce Rossa stessa ha espresso preoccupazione per l’impatto che questa vicenda potrebbe avere sull’intera organizzazione, composta da 150.000 operatori e volontari.
Le indagini sono partite dall’interno dell’ambiente di lavoro di Spada. La preoccupazione per la serie di decessi ha sollevato allarmi e ora si attende di vedere come si svilupperà questa inquietante storia, che continua a far tremare le fondamenta del sistema sanitario.

