Il 19 settembre, la Commissione Europea ha presentato il 19º pacchetto di sanzioni contro la Russia. L’obiettivo dichiarato è aumentare la pressione economica su Mosca, ridurre le entrate che finanziano la guerra in Ucraina e spingerla verso negoziati reali.
Cosa prevede il pacchetto:
- Divieto di importare gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia nell’UE a partire dal 1° gennaio 2027, un anno prima del piano iniziale.
- Estensione della lista delle navi della cosiddetta “shadow fleet”: 118 imbarcazioni russe aggiunte, per limitare i traffici occulti.
- Sanzioni finanziarie contro nuove banche russe e istituti di Paesi terzi accusati di aiutare Mosca ad aggirare le restrizioni.
- Misure contro piattaforme di criptovalute utilizzate per riciclaggio o elusione delle sanzioni.
- Restrizioni a grandi compagnie petrolifere come Rosneft e Gazprom Neft, oltre a raffinerie e trader di Paesi terzi, inclusa la Cina.
Perché adesso:
La presidente Ursula von der Leyen ha sottolineato la necessità di “chiudere il rubinetto” del GNL russo. Allo stesso tempo, cresce la pressione internazionale — soprattutto dagli Stati Uniti — per rendere le misure più dure e ridurre ulteriormente i flussi finanziari verso Mosca.
Sfide e limiti:
Per entrare in vigore, le sanzioni devono essere approvate all’unanimità da tutti gli Stati membri. Alcuni Paesi, come Ungheria e Slovacchia, che dipendono maggiormente dall’energia russa, hanno espresso riserve.
Cosa significa per i cittadini:
- I prezzi dell’energia potrebbero continuare a salire, con la progressiva riduzione della dipendenza dal gas russo.
- Cambieranno i fornitori di energia e alcune rotte commerciali.
- In generale, l’UE lancia un messaggio chiaro: le sanzioni non verranno allentate finché la guerra continuerà senza veri negoziati da parte della Russia.

