Giovedì, alle 10, la cattedrale ha ospitato un evento di grande significato: la Messa del Crisma, presieduta dal vescovo Livio Corazza, coadiuvato da un folto gruppo di sacerdoti della diocesi. Durante la celebrazione, i sacerdoti hanno rinnovato le promesse fatte al momento dell’ordinazione, un gesto che va oltre la sfera ecclesiale, toccando le corde della comunità. Un invito ai fedeli, a unirsi in preghiera per supportare il ministero pastorale, ha scandito la cerimonia.
Un momento di grande impatto è stato la benedizione degli Oli santi, componenti essenziali della vita sacramentale della Chiesa. L’olio dei catecumeni accompagnerà i neofiti nel loro percorso verso il Battesimo, mentre l’olio degli infermi rappresenterà un segno tangibile di conforto per i sofferenti. Il sacro Crisma, invece, sarà impiegato nei sacramenti del Battesimo e della Confermazione, oltre che nelle ordinazioni sacerdotali ed episcopali.
Un simbolismo potente
La celebrazione ha assunto un valore simbolico straordinario grazie agli elementi utilizzati per il Crisma. L’olio, proveniente da Capaci, è estratto da ulivi che affondano le radici in un terreno segnato dalla tragedia mafiosa del 23 maggio 1992, data in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta. Questa scelta non è casuale, ma un atto di sfida e resistenza contro la criminalità organizzata.
A rendere la celebrazione ancora più significativa è stata l’essenza di bergamotto, donata dalla diocesi di Locri-Gerace. La coltivazione di questo prezioso agrume è stata confiscata alla ’ndrangheta, trasformando un simbolo di illegalità in un messaggio di legalità e speranza per il futuro. La presenza di questi elementi non è solo rituale, ma un richiamo alla memoria collettiva e alla lotta contro ogni forma di oppressione.
Un atto di resistenza
In un periodo di crisi e sfide quotidiane, la Messa del Crisma diventa un atto di resistenza. La Chiesa, attraverso questi gesti, non solo custodisce i propri riti, ma si schiera dalla parte della giustizia, della verità e della legalità. La scelta di utilizzare l’olio proveniente da un luogo simbolo di lotta contro la mafia parla chiaro: la Chiesa non si arrende e non si piega.
La partecipazione dei fedeli, unita alla solennità del rito, ha reso palpabile l’importanza di questi momenti. La comunità si è stretta attorno ai sacerdoti, ribadendo un legame indissolubile di fede e determinazione. La Messa del Crisma di quest’anno non è stata solo una cerimonia religiosa, ma un grido di libertà e giustizia, un segnale forte che invita a riflettere sulla responsabilità che ognuno di noi ha nel combattere l’illegalità e nel costruire un futuro migliore.
In un contesto in cui la legalità sembra essere spesso messa in discussione, eventi come questo offrono una boccata d’aria fresca. La Chiesa, attraverso la sua leadership, continua a lanciare messaggi chiari e forti, dimostrando che la speranza e la giustizia sono possibili, anche nei luoghi più segnati dalla violenza e dall’illegalità.

