Luca Bartolini, assessore alla Sicurezza, ha dichiarato che non erano mai pervenute segnalazioni riguardanti la macelleria in cui è avvenuto l’omicidio di Khalid Ouqassou. La sua affermazione, che svela una preoccupante indifferenza alle problematiche locali, appare come una giustificazione inaccettabile per un’amministrazione che dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini. “In quella macelleria non avevamo mai fatto controlli”, ha affermato, sottovalutando la gravità della situazione.
Le parole dell’assessore rivelano un sistema che si basa su segnalazioni da parte dei cittadini, ma la realtà è ben diversa. Le residenze di fortuna per gli immigrati sono un problema noto, eppure l’amministrazione sembra aver chiuso un occhio. Solo poche settimane fa, la Polizia Locale aveva trovato 13 cittadini stranieri stipati in un appartamento di corso Mazzini, un chiaro segnale di un fenomeno che richiede un intervento più incisivo.
I controlli, per Bartolini, si attivano solo in presenza di segnalazioni. Una logica pericolosa, che ignora le evidenti irregolarità che possono manifestarsi in qualsiasi attività commerciale. La macelleria in questione, invece di essere un semplice negozio, si era trasformata in un rifugio per immigrati senza tetto, con persone costrette a dormire tra i banchi di carne. Un’immagine inquietante che dovrebbe far riflettere, ma che l’assessore sembra voler minimizzare.
Residenze di fortuna e igiene pubblica
La Polizia Locale, da inizio anno, ha rinvenuto 36 immigrati regolari in condizioni di sovraffollamento in dieci abitazioni controllate. Tuttavia, la situazione della macelleria solleva interrogativi più gravi. Non si tratta di un appartamento degradato, ma di un’attività commerciale che avrebbe dovuto rispettare standard di igiene e sicurezza. La presenza di persone che dormono in giacigli di fortuna, tra prodotti alimentari, è inaccettabile e mette a repentaglio la salute pubblica.
L’assessore Bartolini ha dichiarato che la questione è ora nelle mani delle forze dell’ordine. Tuttavia, questa affermazione suona come una mancanza di assunzione di responsabilità. È evidente che l’amministrazione deve adottare un approccio proattivo, piuttosto che attendere che siano i cittadini a segnalare situazioni di pericolo. “Queste persone sono per noi come fantasmi per la città”, ha aggiunto Bartolini, rivelando una visione distaccata e poco empatica nei confronti di chi vive in condizioni precarie.
Il caso di Nadijr Badr, il marocchino accusato di omicidio volontario, getta ulteriore ombra sulla gestione della sicurezza. Badr era stato arrestato il 9 febbraio, ma è tornato in circolazione prima dell’omicidio. Un fallimento del sistema di controllo che non può essere ignorato. L’assessore promette di intensificare le misure per combattere l’ospitalità non dichiarata, ma le sue parole suonano vuote senza un reale impegno a risolvere le problematiche alla radice.
La sicurezza non si costruisce solo con i controlli, ma richiede un cambio di mentalità e una maggiore responsabilità da parte delle autorità. È tempo di abbandonare le giustificazioni e affrontare la realtà dei fatti. La città non può permettersi di restare in balia di situazioni che minano la sicurezza e la dignità dei suoi abitanti. La mancanza di controlli e l’inefficienza nell’affrontare il problema delle residenze irregolari sono un campanello d’allarme che l’amministrazione non può ignorare.

