La Diocesi di Forlì-Bertinoro è al centro di un’importante operazione di restauro che coinvolge alcune delle sue chiese più significative. Con investimenti che superano i 2 milioni di euro, i cantieri sono in piena attività, sostenuti dai fondi del Pnrr. Un’azione ambiziosa che non solo migliora il patrimonio religioso locale, ma si inserisce anche nel contesto della candidatura di Forlì e Cesena a Capitale della cultura.
Lavori al Duomo e al Santuario di Fornò
I lavori nella Cattedrale di Forlì prevedono interventi cruciali per il mantenimento delle strutture. Le coperture esterne sono oggetto di un restauro meticoloso, così come il consolidamento della cuspide del campanile. L’investimento, che raggiunge il milione di euro, è reso possibile grazie a una combinazione di fondi del Pnrr, dell’8×1000 della Chiesa Cattolica, e contributi privati.
Al Santuario di Fornò, i lavori si concentrano sul rafforzamento delle fondazioni e delle murature. La lotta contro l’umidità e il rifacimento della pavimentazione interna in cotto sono altrettanto prioritari. Il costo di questa operazione sfiora gli 800mila euro, di cui 740mila provenienti dal Pnrr. Durante i lavori, sono emersi elementi costruttivi risalenti a epoche più antiche, un ritrovamento che arricchisce ulteriormente il valore storico del luogo.
Ristrutturazione alla Badia di Dovadola
Alla Badia di Dovadola, i lavori non sono da meno. Qui si procede allo smontaggio del manto di copertura, con una meticolosa pulizia delle strutture lignee e sostituzione delle parti deteriorate. Il rimontaggio del manto con guaina impermeabilizzante rappresenta un passo fondamentale per garantire la sicurezza e la durabilità dell’edificio. Il costo di questi interventi si aggira sui 350mila euro, di cui 270mila finanziati dal Pnrr e il resto attraverso risorse private.
Il vescovo Corazza plaude a questi interventi, sottolineando l’importanza di valorizzare le chiese come beni non solo per la celebrazione del culto, ma anche come patrimonio culturale e artistico per l’intera comunità. La sua voce risuona forte nei corridoi della Diocesi, dove è in corso un dibattito acceso sulla necessità di preservare e valorizzare il patrimonio ecclesiastico.
Un’operazione che va oltre il restauro
Questi lavori non sono semplici interventi di restauro. Rappresentano una presa di coscienza collettiva sulla necessità di tutelare e valorizzare un patrimonio che appartiene a tutti. La Diocesi si sta preparando a una sfida culturale che trascende i confini religiosi, mirando a rendere Forlì e Cesena un centro culturale di riferimento a livello nazionale.
La sinergia tra enti pubblici e privati, unita alla determinazione di figure come il vescovo Corazza, sta creando le basi per un futuro in cui il patrimonio storico e culturale della Diocesi non solo sarà preservato, ma anche celebrato. La bellezza delle chiese, ora oggetto di lavori accurati e rispettosi, diventa un simbolo di unità e identità per la comunità locale.
In una fase in cui il mondo sembra dimenticare il valore delle tradizioni e della storia, Forlì-Bertinoro si erge come esempio di come il passato possa essere il fondamento per un futuro luminoso e culturalmente ricco.

