Nuove operazioni di ricerca sono state avviate nel lago di Santa Giustina, in Trentino, per cercare tracce di Sara Pedri, la ginecologa forlivese che è svanita nel nulla il 4 marzo 2021. L’annuncio è stato dato dai familiari della donna attraverso i social media. Il sostegno della prefettura di Trento ha permesso di riprendere le ricerche, sollecitate dalla famiglia che non smette di sperare.
Dopo cinque anni di silenzio, la famiglia di Sara Pedri manifesta una volontà ferrea. “Sappiamo bene che dopo cinque anni difficilmente troveremo un corpo. Ma il cuore continua a sperare”, affermano. La disperazione è palpabile. Anche un oggetto personale, come una scarpa o gli occhiali blu-viola indossati dalla ginecologa, rappresenterebbe un segnale, un indizio che potrebbe rispondere a quella domanda che li tormenta incessantemente: “Sara è lì?”.
Le ricerche, durante il mese di aprile, si svolgeranno in un lago che, a causa del livello dell’acqua più basso, offrirà nuove opportunità. La richiesta di riattivare le operazioni è stata presentata formalmente da Emanuela Pedri, sorella di Sara, al prefetto di Trento. La risposta favorevole, sebbene senza una data ufficiale per il ripristino delle ricerche, indica un cambiamento nel corso degli eventi. È un piccolo passo, ma carico di significato per chi cerca giustizia e chiarezza.
Le ultime operazioni di ricerca risalgono alla primavera del 2023, quando un cane specializzato del Nucleo cinofili dei carabinieri di Bologna ha perlustrato le rive riemerse del lago, concentrandosi in particolar modo sulla località Castellaz, dove il fiume Noce sfocia nel bacino. Tuttavia, anche in quella occasione, i risultati sono stati deludenti. Prima di ciò, erano stati mobilitati i sommozzatori dell’unità subacquea dei carabinieri di Genova, senza alcun esito positivo. La tecnologia e le risorse impiegate non sono riuscite a fare luce su un caso che continua a gettare un’ombra inquietante.
Il ritrovamento dell’auto di Sara, una Volkswagen T-Roc, in località Mostizzolo, vicino al ponte sul torrente Noce, ha alimentato ulteriormente il mistero. All’interno del veicolo, il cellulare della ginecologa, un altro indizio che si è rivelato inutile ai fini delle indagini. Da quel giorno, la vita di una giovane professionista, che aveva dato il suo contributo all’ospedale Santa Chiara di Trento, si è interrotta bruscamente, lasciando un vuoto incolmabile.
La comunità di Forlì e le istituzioni sono chiamate a non dimenticare. La storia di Sara Pedri è la storia di una scomparsa che non può rimanere senza risposta. La ripresa delle ricerche rappresenta un segnale di speranza, ma anche un monito: il tempo passa e le domande restano senza risposta. La ricerca della verità non deve fermarsi, è un dovere nei confronti di chi ha perso un proprio caro e di chi, come Sara, merita di essere trovata.

